Muore a 57 anni dopo lo schianto frontale

16 Maggio 2022

Non ce l’ha fatta Walter Pugliese, l’automobilista di Guardiagrele operato per le ferite riportate nell’incidente sulla statale 81

CHIETI. Non ce l’ha fatta. È morto ieri sera Walter Pugliese, il 57enne di Guardiagrele rimasto ferito nell’incidente stradale avvenuto nel tardo pomeriggio di sabato sulla strada statale 81, all’altezza di Fara Filiorum Petri. I medici hanno fatto di tutto per salvargli la vita, portandolo immediatamente nella sala operatoria dell’ospedale Santissima Annunziata, dov’era arrivato in condizioni disperate. Ma, a distanza di poco più di 24 ore dallo schianto, le speranze di una miracolosa ripresa si sono spente definitivamente. Pugliese lascia la figlia Giulia, che a breve lo avrebbe fatto diventare nonno, e la moglie Paola Liberatoscioli.
LE INDAGINI
La procura della Repubblica di Chieti ha aperto un fascicolo e, già stamattina, potrebbero essere disposti i primi esami medico-legali. Le indagini sono condotte dai carabinieri della sezione radiomobile della compagnia teatina. In base ai primi riscontri, il frontale potrebbe essere stato causato da un sorpasso. L’altro automobilista rimasto coinvolto nell’incidente, Bruno Capitanio, 74 anni di Casacanditella, è arrivato in pronto soccorso in codice giallo, senza aver mai perso conoscenza.
LA DINAMICA
La Renault Clio guidata da Pugliese e la Fiat Panda condotta da Capitanio si sono scontrate in un tratto rettilineo sul viadotto Focaro, nelle vicinanze della galleria Ruzzi: l’impatto è stato molto violento, come confermano i danni riportati dalle due macchine. L’ipotesi è che la Clio, che viaggiava in direzione monti-mare, stesse sorpassando quando è avvenuto il frontale con l’auto che procedeva in direzione opposta. I primi a precipitarsi sul posto sono stati i vigili del fuoco del comando provinciale di Chieti, poi sono arrivati gli operatori del 118 e i carabinieri.
I SOCCORSI
Il 57enne era stato già tirato fuori dall’abitacolo, per essere soccorso, da un medico ortopedico di Ancona e da un infermiere che presta assistenza domiciliare, entrambi di passaggio. Ma la corsa in ospedale e il successivo intervento chirurgico sono stati inutili.
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