Muore a due mesi dallo schianto in moto

Guglielmo Natale, 44 anni di Castel Frentano, è deceduto in ospedale a Roma dopo l’ennesimo intervento chirurgico
LANCIANO. Non ce l’ha fatta Guglielmo Natale, l’operaio 44enne di Castel Frentano che lo scorso giugno si scontrò in moto con un furgone. A due mesi dall’incidente il suo cuore si è fermato martedì mattina, nell’ospedale romano dove nell’ultimo periodo era ricoverato. È morto dopo l’ennesimo intervento a cui è stato sottoposto in questi due mesi di agonia. Oggi la Procura di Lanciano comunicherà se sul corpo del motociclista sarà eseguita o meno l’autopsia.
L’incidente era avvenuto il primo giugno sulla Variante Frentana. I due mezzi procedevano entrambi in direzione Castel Frentano. Il furgone Ducato dell’azienda Majellaflex Materassificio, guidato da G.D.L., 55 anni di Casoli, era al centro della carreggiata per svoltare a sinistra nell’area privata di un’officina, manovra che in quel punto non sarebbe consentita. Proprio in quel momento era sopraggiunto Natale in sella alla sua Honda Hornet CB600: il 44enne, dopo una frenata di circa trenta metri, non era riuscito ad evitare l’impatto con il furgone. Soccorso e trasportato in elicottero a Pescara, le condizioni del motociclista erano apparse subito serie. Per giorni era rimasto sedato nel reparto di Rianimazione del Santo Spirito. Sottoposto a interventi per ridurre traumi ed emorragie, dopo un paio di settimane i medici avevano sciolto la prognosi (90 giorni). Un mese fa, poi, il trasferimento a Roma (dove si era spostata anche la famiglia per stargli vicino), all’istituto Spallanzani. Sembrava si stesse piano piano riprendendo. Martedì, invece, il tragico epilogo. Dopo l’ennesima operazione, il fisico di Guglielmo non ce l’ha fatta. È morto intorno alle 11, gettando nello sconforto genitori, fratelli e, soprattutto, la moglie Clotilde e la figlia diciassettenne Sara.
La morte di Natale, che lavorava per una società di escavazione per il posizionamento di tubi del gas, aggrava la posizione del conducente del Ducato. Da quella di lesioni l’ipotesi di reato diventa di omicidio colposo, ma non è escluso che possa scattare anche l’accusa di omicidio stradale. I familiari dello sfortunato operaio hanno dato incarico all’avvocato Alfonso Ucci del foro di Lanciano. Sul profilo Facebook del 44enne gli amici sono increduli e addolorati per l’inatteso epilogo. «La vita a volte è ingiusta», scrive Annalisa. «Resterai sempre nel nostro cuore, ciao amico», commentano altri.
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