Muore dopo le dimissioni: medico imputato

5 Giugno 2014

Va al pronto soccorso per un dolore al cuore, ma il dottore di turno non procede al ricovero

CHIETI. Medico del pronto soccorso del Santissima Annunziata accusato di omicidio colposo per non aver fatto eseguire un esame che avrebbe potuto salvare la vita a un professore di Chimica in pensione, morto per «dissezione aortica». Ieri si è celebrata l’udienza preliminare nei confronti di R.M. di Chieti, aggiornata al 18 giugno per dare modo al giudice Paolo Di Geronimo di leggere la relazione del consulente tecnico nominato dalla famiglia del professore deceduto che, assistita dall’avvocato Omar Sanelli, ieri mattina si è costituita civilmente.

I fatti contestati dalla procura della repubblica, rappresentata dalla sostituto procuratore Rosangela Di Stefano risalgono al 2011, quando qualche minuto dopo la mezzanotte, G.L., 67 anni, professore di Chimica in pensione si presenta al pronto soccorso del policlinico con un dolore al petto. Viene tenuto sotto osservazione per tre ore, quando le sue condizioni sembrano migliorare. Lui stesso dice di sentirsi bene e di voler tornare a casa, firma le dimissioni con l’impegno di tornare il giorno dopo alle 8 per un controllo. Ma il professore una volta a casa muore dopo alle 7 del mattino. La famiglia del caso interessa la procura che avvia delle indagini, iniziate con l’autopsia del medico legale Cristian D’Ovidio. Secondo l’accusa il medico del pronto soccorso avrebbe dovuto eseguire un angiotac, un esame con il mezzo di contrasto e avrebbe dovuto essere ricoverato.

«La verità che il professore non ha avuto sintomi tali, forti e tipici, che potessero far pensare a una dissezione aortica», dice il difensore di R.M. , avvocato Alessandro De Iulis, «ed è stato lui stesso, considerato che si sentiva meglio, a voler andare via con l’impegno che si sarebbe ripresentato il giorno dopo per un controllo».

Ma agli atti non c’è nessun documento che provi che il paziente aveva rifiutato il ricovero. Un particolare che ha incastrato il medico, ritenuto responsabile della morte del professore per aver omesso di predisporre l’angiotac e il ricovero.©RIPRODUZIONE RISERVATA