Muore il giudice Redaelli

Aveva 50 anni ed era gip a Chieti: ha lavorato con coraggio sino alla fine
CHIETI. Il coraggio, nonostante la grave malattia, di rimanere a lavorare sino alla fine. Sino a che le forze, ridotte al lumicino come si poteva vedere semplicemente guardandola, glielo hanno permesso. Del giudice Antonella Redaelli, venuta a mancare ieri mattina presto dopo un lungo male incurabile, forse rimarrà proprio questo. Il coraggio di andare fino in fondo, nonostante sapesse da anni con quale malattia aveva a che fare.
Antonella Redaelli è morta ieri mattina all’alba, intorno alle 6, nella casa teatina all’età di 50 anni. Circondata dall’affetto dei tre figli, di 10, 14 e 17 anni, e del marito Roberto Di Marzio, professore d’italiano, figlio di Domenico Dante Di Marzio fondatore della nota azienda di costruzioni edili.
La sua morte ha lasciato un grande vuoto al tribunale di Chieti dove lavorava da sei anni. Vi si era trasferita da Macertata, dove ricopriva il ruolo di pubblico ministero a servizio della procura marchigiana. «Era una donna di una bontà, umiltà, rispetto e bravura uniche», ci dice chi lavorava con lei. A Chieti ha svolto prima il ruolo di giudice monocratico e poi quello di giudice per le indagini preliminari. L’ultimo importante caso che ha seguito è stato a giugno scorso quello dell’allenatore accusato di pedofilia, Riccardo Furgiuele, di cui ha presieduto l’incidente probatorio, ovvero la fase in cui le piccole presunte vittime hanno raccontato gli abusi sessuali che avrebbero subito dal loro allenatore di baseball.
Al secondo piano del tribunale, dov’è il suo studio, ora regna grande sconforto. Il presidente del tribunale Geremia Spiniello si è detto troppo addolorato per commentare il grave lutto. Il presidente dell’ordine degli avvocati Pierluigi Tenaglia esprime «sentito cordoglio a nome dell’intero foro per la prematura scomparsa della dottoressa Redaelli, magistrato stimato le cui qualità umane e professionali sono state apprezzate da tutta l’avvocatura teatina. Ha sempre svolto le delicate funzioni di magistrato con equilibrio e profonda competenza».
«Penso che il suo attaccamento al lavoro sia stato un grande esempio per tutto il tribunale teatino», ha detto l’avvocato Cristiano Sicari, membro dell’ordine forense, «era un bravissimo magistrato e una lavoratrice che, tra l’altro, non ha mai fatto pesare il suo stato di salute. Era una gran signora, per educazione e comportamento. Alta professionalità sul lavoro ma anche altissima qualità della persona. Ha lavorato in estremo silenzio, senza mai far trasparire nulla sulle difficoltà della sua vicenda personale».
Cordoglio arriva anche dal tribunale di Teramo, dove la Redaelli è stata giudice monocratico dal 2006 al 2010.
I funerali si terranno oggi pomeriggio alle ore 17 nella chiesa della Trinità dove ogni domenica lei andava con i figli. A celebrarli sarà il vescovo Camillo Cibotti. (a.i.)

