Muore in ospedale, 5 medici indagati

19 Luglio 2019

I familiari di un 51enne di Cepagatti presentano la denuncia: il paziente deceduto dopo un’operazione in Cardiochirurgia

CHIETI . Cinque medici dell’ospedale di Chieti sono indagati per la morte di un paziente, Gino Coletta, 51 anni di Cepagatti, avvenuta dopo un’operazione in Cardiochirurgia. L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Giuseppe Falasca, è scattata a seguito della denuncia presentata dal fratello dell’uomo. Il fascicolo, come da prassi, è stato aperto con l’ipotesi di reato di omicidio colposo. L’invio degli avvisi di garanzia è un atto dovuto – in vista di un esame irripetibile come quello dell’autopsia – che permetterà a tutti gli indagati di nominare un proprio consulente. Al momento, dunque, non è stata accertata alcuna responsabilità medica e non è assolutamente detto che ce ne siano.
Il paziente soffriva da tempo di patologie cardiache e, già in passato, era stato ricoverato nel policlinico teatino. Stando a quanto emerso, a poca distanza dall’ultimo intervento, le condizioni cliniche del 51enne sono improvvisamente peggiorate fino al decesso. I medici hanno provato a rianimarlo in tutti i modi, ma non c’è stato niente da fare.
Poche ore dopo la morte, la famiglia ha deciso di rivolgersi alla procura per fare luce sulla tragedia: non un’accusa esplicita nei confronti dei medici, ma la richiesta di accertare se il personale abbia seguito tutte le procedure e se sia stato fatto il possibile per salvare la vita di Coletta. Le indagini sono state delegate alla polizia. Nelle scorse ore, dunque, gli investigatori hanno raggiunto il Santissima Annunziata e acquisito la cartella clinica, ovvero l’insieme dei documenti che raccolgono le informazioni sul percorso diagnostico-terapeutico seguito dal paziente. La procura ha nominato come consulente il medico legale Cristian D’Ovidio. L’autopsia, che verrà eseguita oggi, sarà il primo passo decisivo dell’inchiesta per scoprire o escludere definitivamente eventuali colpe mediche. Gli indagati sono difesi dall’avvocato d’ufficio Claudia Viani.
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