Muore in spiaggia mentre corre: 42enne stroncato da un infarto

26 Maggio 2024

Matteo Lorenzet, “Sciabbolone” per gli amici, è stato colpito da un malore sul litorale di Petacciato Di recente era stato operato al cuore ma non rinunciava a fare sport. Oggi al cimitero l’ultimo saluto

LANCIANO. Si è accasciato sulla spiaggia di Petacciato dopo aver fatto una corsetta e non si è più ripreso. Il cuore già debole di Matteo Livio Lorenzet, 42 anni di Lanciano, non ha retto. Il giovane è deceduto poco dopo, stroncato da un infarto, sotto gli occhi di due persone che stavano percorrendo lo stesso tratto di spiaggia libera, che lambisce la pineta di Marina di Petacciato. La tragedia è avvenuta intorno alle 15.30 di venerdì. In tarda serata la funesta notizia è arrivata anche a Lanciano, città dove Matteo, soprannominato simpaticamente “Sciabbolone” dagli amici per via della sua altezza, viveva da solo. I genitori Roberto e Alessandra, che non ci sono più, erano arrivati in Abruzzo tanti anni fa per lavorare al Mario Negri Sud di Santa Maria Imbaro.
Matteo era impiegato in un’azienda del settore automotive che lavora per la Ferrari spa all’interno del sito di Maranello. Ma il fine settimana tornava sempre a Lanciano. Spesso andava anche a Petacciato a trovare altri familiari. E qui si trovava venerdì, quando un malore lo ha colto improvvisamente. Due uomini, come hanno riferito alle forze dell’ordine, lo avrebbero visto accasciarsi sulla sabbia. Uno di loro avrebbe scambiato anche alcune parole con il 42enne. Sono stati loro ad allertare i soccorsi, ma all’arrivo del 118 per Matteo non c’era più nulla da fare. La morte è sopraggiunta per cause naturali, verosimilmente un infarto fulminante, poiché il giovane era gravemente cardiopatico e si era già sottoposto a due interventi al cuore, uno dei quali recente. A confermarlo ci sarebbero i medicinali trovati nello zaino che aveva con sé. In serata, dopo l’ispezione cadaverica e gli accertamenti dei carabinieri di Petacciato, su disposizione della procura di Larino, la salma è stata restituita ai familiari.
Un «gigante buono», così lo ricordano amici e conoscenti di Lanciano, dove Matteo era conosciuto e ben voluto. Cordoglio e incredulità sono i sentimenti che prevalgono in quanti lo conoscevano, in primis gli amici della Caffetteria Fenaroli e la grande famiglia dell’ex consorzio Mario Negri Sud dove era arrivato bambino. In passato Matteo aveva giocato a livello amatoriale a basket, sport a cui era naturalmente destinato con i suoi oltre due metri di altezza. Le sue condizioni di salute gli imponevano prudenza, ma non ha mai rinunciato a fare sport, anche solo per diletto. L’ultimo saluto si tiene oggi, alle 16, nel cimitero di via della Pace a Lanciano.
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