Mura aragonesi abbandonate da tre anni

Lanciano. Protesta il Fai: sono un tesoro per la città. Pupillo: presto nuovi sondaggi per altri reperti
LANCIANO. Abbandonate, dimenticate, ricoperte di erbacce. Hanno festeggiato i tre anni dalla scoperta le mura aragonesi trovate sotto pochi centimetri di asfalto nel giardino dell’asilo Maria Vittoria: un compleanno amarissimo. Da tre anni quelle che sono state salutate come una scoperta di grande interesse storico, perché parte di quel collegamento tra il Torrione Aragonese e le Torri Montanare che si ipotizzava ci fosse da anni, sono nell’oblio. «Sono abbandonate», dice Umberto Nasuti di “Andiamo Oltre” e vicepresidente Fai della delegazione di Lanciano, «e parliamo dei resti di due diverse cinte murarie, la fortificazione aragonese, del 400, e un muro più antico. I due blocchi infatti hanno tecniche murarie diverse e materiali diversi. Dovrebbero essere dei tesori, protette, invece sono ignorate e ricoperte di erbacce e rifiuti. Il progetto che prevedeva l’ampliamento del De Titta invece doveva essere cancellato».
Il progetto, redatto dalla Provincia, serviva per ampliare il De Titta, sfruttando i fondi per la ricostruzione della scuola danneggiata dal sisma del 2009 (1.200.000 euro), ma è stato oltre che osteggiato, proprio perché doveva sorgere sui resti delle antiche mura, poi rinvenute, più volte modificato.
«C’è un progetto definitivo che prevede l’abbattimento della scuola all’aperto», spiega il presidente della Provincia, Mario Pupillo, «e la realizzazione di un fabbricato sul retro del giardino dell’asilo Maria Vittoria (fattibile utilizzando appunto i volumi della scuola all’aperto, ndc) che ingloberà la scala antincendio e servirà ad ospitare segreteria ed uffici amministrativi dell’istituto De Titta dove si recuperano almeno 9 aule. Le mura saranno salvaguardate, coperte con materiali che ne permettono la vista ma anche la conservazione. A ottobre bisognerà fare dei sondaggi nella parte finale del giardino, per evitare di trovare altri reperti». «Potrebbe anche andare l’abbattimento della scuola all’aperto», chiude Nasuti, «ma non è giusto realizzare un nuovo fabbricato nel centro storico. Inoltre sono passati anni, il De Titta si è unito al Fermi, è ancora necessario ampliare la scuola? Di certo è necessario salvaguardare le mura». (t.d.r.)
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