Muri imbrattati e scritte selvagge: così i vandali deturpano il centro

Cittadini rammaricati per le condizioni in cui sono ridotti i portici di San Giustino e palazzo Mezzanotte Anche le panchine della villa e le fontane ai lati di piazza Malta sono diventate bersaglio dei teppisti
CHIETI. Disegni, scritte offensive, ma anche aforismi, tag e graffiti di ogni tipo si affollano sui muri della città, sovrapposti uno sull’altro, impossibili da contare e talvolta anche da decifrare. Le pareti imbrattate e vandalizzate fiancheggiano persino alcuni dei monumenti simbolo della città.
I PORTICI
Nel cuore della città, a piazza San Giustino, si apre un teatro di muri imbrattati da scritte illeggibili e disegni di colori vari. Quello che per i writers potrebbe apparire una forma di espressione e di arte, non lo è per molti cittadini di Chieti che ogni giorno passano sotto i portici della piazza e li guardano quasi con dispiacere. Scritte abbandonate dal tempo, diventante «una zozzeria», esordisce Giuseppe Finocchio, «siamo di fronte a un luogo importante per la città e mi dispiace vederlo ridotto così». Sono molti i cittadini che si rammaricano nel vedere i portici di palazzo Mezzanotte imbrattati. «Questo non è amore verso la città», denuncia Adriano Scioli, che consiglia di aumentare la videosorveglianza e predisporre delle sanzioni per chi compie questi gesti, «perché occorre tutelare i beni storici che abbiamo». «Molti edifici hanno una loro importanza storico architettonico ed è intollerabile un tale imbrattamento», aggiunge Paolo Fraticelli, «è una questione di rispetto verso il patrimonio comune».
Anche i più giovani hanno da ridire. «Se sono disegni gradevoli li accetto e fa anche piacere vederli», commenta Francesco Stefanini, «ma dipende sempre dal proprio punto di vista: per alcuni può essere una mancanza di rispetto, ma per altri un simbolo di protesta o di pace».
IN CENTRO
Lungo corso Marrucino, probabilmente per la vicinanza ai negozi e per il timore di essere ripresi dalle telecamere, i muri sembrano essere intatti. Ma basta avvicinarsi ad aree più aperte per tornare a leggere aforismi incisi con vernici e bombolette spray. Anche lungo il viale alberato di viale IV Novembre affiorano scritte cubitali sulle panchine. E lungo alcuni palazzi del viale il tempo fa riaffiorare alcune vecchie scritte che erano state coperte con pennellate di vernice. Imbrattate anche le possenti panchine della villa.
Bersaglio dei vandali sono diventate anche le fontane ai lati di piazza Malta, luogo storico per la città che si contraddistingue per il caratteristico mercato della frutta e della verdura. Muri imbrattati che spesso stridono con l’armonia di alcuni punti panoramici, come il belvedere alle spalle del museo di villa Frigerj, sui cui compaiono grandi graffiti colorati.
DISEGNI A TEMA
Frasi e disegni sui muri non sempre risultano di cattivo gusto se contestualizzati e ben ideati. E questa è anche la proposta di alcuni cittadini che sperano in figure «più gradevoli», dice Serafino De Sanctis. Una vera e propria forma di street art che valorizzerebbe alcuni muri spogli del centro. Come il «quartiere Levante e l’area del Villaggio Mediterraneo», aggiunge De Sanctis. «Sarebbe bello vedere disegni che sensibilizzano la città e cittadini». «Potrebbero trattare temi importanti come la lotta alla mafia o il cambiamento climatico», conclude Giovanni Rapposelli, «sarebbe bello vederli realizzati dai giovani».
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