Musica disco nella riserva Ora partono le diffide

1 Agosto 2020

Quattro associazioni contro il Comune: «Quell’area è a rischio crollo da anni Non sono stati coinvolti tutti gli enti e mancano le autorizzazioni necessarie»

VASTO. Musica da discoteca nella riserva naturale di Punta Aderci, con tanto di disc jockey e amplificatore su un costone a rischio crollo, interdetto da anni alla sosta e al transito. Su questa iniziativa del 27 luglio, inserita nella rassegna “Sax on the beach”, vogliono vederci chiaro quattro associazioni cittadine. Italia Nostra del Vastese, Arci, Gruppo fratino e Geav (guardie ambientali volontarie) hanno inviato una diffida al Comune, alla Cogecstre e al Comitato di gestione dell’area protetta e alla Regione. Oltre a chiedere chiarimenti in merito all’evento, organizzato in una zona di «massima tutela», i sodalizi evidenziano come il luogo scelto per il concerto sia interdetto alla sosta e al transito dal 2011, come si evince dal cartello posto all’ingresso della riserva. «Persone e strumenti erano ubicati nell’area del promontorio poco ad ovest di quello di Punta Aderci, fra la omonima spiaggia e quella di Mottagrossa», sottolineano Davide Aquilano (Italia Nostra), Nicola Salvatorelli (Arci), Stefano Taglioli (Gruppo fratino) e Marco Cannarsa (Geav), «un’area che risulta interdetta in base alla ordinanza della polizia municipale del 14 maggio 2011, come interdetto è anche il tratto di mare sottostante, come da ordinanza dell’ufficio circondariale marittimo. Il tutto è anche riportato sul grande cartello all’inizio del sentiero sterrato. Se le due ordinanze sono ancora valide e se si vieta pubblicamente ed ufficialmente, a tutt’oggi, agli utenti della Riserva di frequentare l’area interdetta, com’è possibile autorizzare l’evento in oggetto proprio in quell’area, mettendo a repentaglio la vita delle persone che vi prendono parte, senza considerare, tra l’altro, che le vibrazioni causate dalla musica amplificata favoriscono il distacco delle rocce di conglomerato di cui sono costituiti i due promotori?». Gli altri aspetti sui quali le quattro associazioni chiedono chiarimenti riguardano il mancato coinvolgimento della Cogecstre (la cooperativa di Penne che si occupa della Riserva) e del Comitato di gestione, oltre ad aspetti più tecnici, come la redazione della Vinca (valutazione di incidenza ambientale). «Per luogo e modalità di svolgimento dell’evento (non solo sax, ma musica cosiddetta “disco”, amplificata), la Vinca è indubbiamente necessaria, in quanto esso ha un evidente impatto sull’ecosistema», annotano i quattro sodalizi che restano in attesa di «risposte rapide e circostanziate».