Musicisti vincono la causa ma il Comune non li paga

1 Ottobre 2014

L’ente non versa le differenze di stipendio nonostante la sentenza del giudice e quella del Tar che legittima i ricorrenti a chiedere un commissario ad acta

CHIETI. Nonostante abbiano già vinto una causa davanti al giudice del lavoro di Chieti, nel 2012, passata in giudicato (definitiva), ottenuto un giudizio di ottemperanza (ordine di eseguire quanto deciso nella prima sentenza) dei giudici del Tar di Pescara, i cui termini sono scaduti da oltre un mese, il Comune non li ha ancora pagati. E nonostante sull’ente gravi lo spettro della nomina di un commissario ad acta.

Si parla di sei musicisti, ex componenti della orchestra del teatro Marrucino che il sindaco Umberto Di Primio, poco dopo il suo insediamento, cinque anni fa, ha licenziato, scatenando diverse manifestazioni di protesta da parte degli stessi artisti, in piazza e anche davanti al teatro.

I musicisti ora rivendicano differenze di stipendi. Ognuno deve avere intorno ai 10mila euro per un totale di 60mila euro circa, oltre naturalmente alle competenze accessorie con decorrenza dalla maturazione dei trattamenti e alle spese legali calcolate in 3.300 euro. Una discreta somma che il Comune non ha versato, nonostante gli ex orchestrali avessero attivato anche la procedura del precetto.

Ma c’è di più. Nella sentenza dei giudici amministrativi nella quale si condanna il Comune a pagare le somme dovute entro 60 giorni dalla notifica della decisione (16 maggio 2014) si legge: il collegio dispone che il prefetto di Chieti nomini, decorso il predetto termine e su richiesta della parte ricorrente, un commissario ad acta perché ponga in essere, in via sostitutiva, tutti gli atti necessari alla esecuzione del predetto giudicato e provveda in particolare all’effettivo pagamento delle somme dovute. Ma i musicisti anche se forti di una così chiara pronuncia hanno aspettato ancora e, nonostante fosse scaduto il termine di 60 giorni, che di fatto li legittimava a chiedere la nomina di un commissario, il 3 settembre scorso, hanno delegato il loro avvocato, Lola Tascione, ad inviare al Comune una diffida. Nel documento si sollecita ancora il pagamento degli arretrati. «In difetto», scrive il legale, «mi vedrò costretta a incardinare idonea istanza al prefetto per la nomina del commissario ad acta con ulteriore aggravio di spese ai danni dell’amministrazione comunale e con plausibile responsabilità dei dirigenti comunali». Ma anche di fronte a questo il Comune non ancora ha pagato.

Uno dei sei musicisti nei giorni scorsi ha pensato bene di andare in Comune e chiedere che fine avesse fatto la loro pratica e perché l’ente si fosse impuntato a non pagare. Ma a parte una reazione poco gentile del dirigente, infastidito che l’ex orchestrale si fosse presentato fuori dell’orario di ricevimento, il musicista ha assistito al solito balletto di rimpalli di competenza da un impiegato all’altro fino alla giustificazione improvvida di un non meglio individuato consiglio comunale durante il quale avrebbe dovuto discutersi del debito dell’ente nei confronti dei musicisti. É evidente che la pazienza a questo punto, nonostante i musicisti, grazie al loro meraviglioso lavoro, ne posseggano in genere più di altri, è finita.

La nomina di un commissario comporterà necessariamente un aggravio di spese perché il suo lavoro ha un costo che verrà posto a carico dell’amministrazione e quindi della collettività teatina.

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