Napoli-Chieti, la rotta della droga Presi con il carico per la movida

12 Marzo 2019

Due campani gettano un chilo di hashish dal finestrino dell’auto, inseguiti e arrestati dalla Mobile  Scoperti 10 panetti con la scritta “dragon”: sono identici a quelli sequestrati un mese fa alla camorra

CHIETI. La droga per la movida arrivava da Napoli. Sabato sera è stata bloccata vicino al centro commerciale Megalò, dopo un inseguimento con la polizia, la coppia che trasportava in una Lancia Y un chilo di hashish. Si sono spalancate le porte del carcere per i napoletani Giovanni Cozzolino, 55 anni, detto “Giannino”, “amore mio” o “Pony” per la sua bassa statura (supera appena il metro e 55), e Nunzia Fabiano (49). L’operazione porta la firma della squadra mobile di Chieti, diretta da Miriam D’Anastasio, e rientra nei servizi antidroga disposti dal questore Ruggiero Borzacchiello. «Non è roba nostra, non ne sappiamo nulla», hanno provato a giustificarsi gli arrestati dopo aver lanciato dal finestrino un pacco postale che custodiva 10 panetti di “fumo” dal peso di 100 grammi ciascuno e contrassegnati dalla scritta “dragon”. Quattro panetti identici e con lo stesso marchio erano stati sequestrati il mese scorso a Pozzuoli, in provincia di Napoli: li nascondeva Eugenio Del Giudice, 45 anni, ritenuto affiliato al clan camorristico dei Longobardi-Beneduce e finito più volte in manette.
Il blitz di sabato scatta verso le 20. Cozzolino è alla guida dell’utilitaria noleggiata a Napoli, mentre al suo fianco è seduta Fabiano. Una pattuglia della sezione narcotici segnala l’auto a un equipaggio della squadra volante all’altezza della rotatoria di via Tirino, vicino a Megalò. In un primo momento “Giannino” accosta, ma poi riparte a tutta velocità, entra nel parcheggio del centro commerciale e cerca di approfittare del traffico presente a quell’ora per far perdere le tracce. Intanto i poliziotti della Mobile notano che, dal finestrino del lato passeggero, viene lanciato un involucro avvolto con il nastro adesivo da imballaggio di colore marrone. Solo a quel punto, pensando di averla fatta franca, Cozzolino si ferma. Ma i poliziotti hanno visto il momento esatto in cui lui e la donna hanno provato a disfarsi del carico. Così per entrambi, su disposizione del pm di turno Giancarlo Ciani, scattano le manette: inutile il loro goffo tentativo di sembrare caduti dalle nuvole quando gli investigatori mostrano il pacco pieno di droga recuperato su un marciapiede. Fin qui la cronaca del blitz. Ma il sequestro dello stupefacente rappresenta solo l’inizio dell’attività investigativa. Adesso gli agenti passeranno al setaccio anche i cellulari che la coppia portava dietro. Chiamate, rubriche, sms, messaggi di Whatsapp e Messenger potrebbero svelare gli affari degli arrestati e indicare alla polizia spunti utili per proseguire gli approfondimenti. Una cosa, però, è certa: la droga era destinata al mercato dell’area metropolitana tra Chieti e Pescara e sarebbe finita nelle piazze di spaccio per rifornire gli ambienti universitari e i locali della movida nel fine settimana. La polizia vuole accertare anche i ruoli ricoperti da Cozzolino e Fabiano nella catena dello spaccio e capire se si tratta di semplici corrieri. Gli arrestati, difesi dall’avvocato Angelo Ferraro, verranno interrogati stamattina nel carcere di Madonna del Freddo dal giudice Isabella Maria Allieri.
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