Nasce il comitato della teatinità

Dagli 89 Mai Domi a CasaPound tre proposte per difendere e salvare la città
CHIETI. «Oggi Chieti vive il momento più buio della sua storia millenaria. Si sta perdendo anche la dignità, oltre il senso di appartenenza da parte dei suoi stessi abitanti. Non possiamo più rimanere a guardare». Si presenta così il nuovo Comitato a difesa della teatinità, creato da cittadini appartenenti a gruppi diversi per ideologia e per ambito, come gli 89 Mai Domi e CasaPound. Che hanno deciso di incontrarsi e fare fronte comune «contro i nemici di Chieti». Dal comitato non le mandano a dire: «La politica, che dovrebbe essere il garante del futuro di una città ed il primo esempio di teatinità, è responsabile di tutto quanto sta avvenendo. Impotente, indifferente, rinunciataria, bugiarda e complice di chi ha deciso che il cammino di Chieti si ferma qua. Per fare spazio ad un’altra città che ci vuole dormitorio». Diversi gli obiettivi del comitato, ma uno lo spirito: dare "la sveglia" alla giunta comunale, "ad ogni oltraggio subito dalla città", proporre azioni ed iniziative per evitare o risolvere "situazioni di danno alla città" e "spronare una cittadinanza assuefatta oramai ad una politica fallimentare". Tre i punti con cui il comitato intende iniziare, sui quali il consiglio comunale «dovrà impegnarsi (maggioranza ed opposizione) superando schieramenti e preconcetti». Il primo: imporre alle aziende che operano sul territorio comunale «di adottare la giusta denominazione territoriale». Impegnarsi con società autostrade e «far adottare una corretta cartellonistica in corrispondenza dell'uscita A 14 di Chieti dove la nostra città è totalmente oscurata». Infine a nome dell'intera amministrazione comunale «richiedere ufficialmente il ripristino della denominazione originaria dell'università D'Annunzio: da Chieti-Pescara a Chieti». (e.r.)

