Natale, buoni da 100 euro per 75 famiglie povere

21 Dicembre 2017

Il sindaco destina 7.500 euro ai bisognosi: «Poche luminarie ma aiuti per la spesa» L’iniziativa sostenuta dalla sezione dell’Ance. Sconti nelle Farmacie comunali

CHIETI. Buoni spesa da circa 100 euro per le famiglie più povere. È il Natale della solidarietà voluto dal sindaco Umberto Di Primio grazie al contributo della sezione teatina dell’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) presieduta da Gennaro Strever con il segretario Maurizio Rossetti. Raschiando il fondo del barile il Comune è riuscito a trovare 2mila euro di economie e altri 2mila sono stati presi dall’assessorato alle politiche sociali di Emilia De Matteo. Ai 4mila euro del Comune si sono aggiunti i 3.500 euro chiesti a Strever ed è stato costituito in questo modo un plafond di 7.500 euro da mettere a disposizione di famiglie con reddito Isee inferiore a 3mila euro, con figli a carico e che non abbiano già usufruito nel corso dell’anno del contributo Una Tantum. Secondo l’assessore De Matteo, il numero delle famiglie che rientrano in questi parametri si aggira intorno al centinaio. Se le domande fossero fatte da 75, avrebbero a disposizione 100 euro netti da spendere in beni alimentari. Non solo. Il Comune sta contattando anche negozi di alimentari per chiedere se vogliono aderire all’iniziativa con una scontistica apposita. Di contro si assicureranno che il buono da 100 euro verrà speso nel loro negozio. Al progetto ha aderito anche l’azienda multiservizi comunale Chieti Solidale che gestisce le farmacie comunali. In questo modo le famiglie con reddito Isee inferiore a 3mila euro potranno anche richiedere in farmacia prodotti per l’infanzia. I due percorsi (prodotti per l’infanzia e buoni per l’acquisto di cibo) non si escludono fra loro.
Per partecipare al progetto le famiglie possono fare domanda al Comune dal 23 dicembre al 5 gennaio. Saranno ammesse nell’ordine cronologico di arrivo.
Di Primio, dunque, tenta di passare un colpo di spugna sulle polemiche del Natale “spento” a causa delle scarsissime luminarie, facendo virare il Comune verso uno spirito natalizio fatto più di sostanza che di apparenza. Sebbene sia pronto ad ammettere che, al di là della scarsezza di risorse economiche, ci sia stato anche un problema di organizzazione. «L’anno prossimo ci organizzeremo meglio», promette. E azzarda anche una battuta: «Avremo le luminarie dal 20 novembre».
«Questa iniziativa», ha detto ancora il sindaco, «che intendiamo istituzionalizzare anche per i prossimi anni, rappresenta un sostegno economico importante per chi ha, per davvero, bisogno. A fronte di polemiche inutili, imperversate in queste settimane, che hanno svilito lo stesso senso cristiano del Natale».
Certo, i 4mila euro racimolati dal bilancio comunale avrebbero potuti essere spesi anche in luci di Natale. Ma se si pensa che un filo di luminarie costa poco più di 100 euro (tanto quanto il buono per le famiglie più povere), allora il sindaco ha preferito destinare quei soldi a quelle situazioni di grandissima difficoltà.
E così a chi sabato prossimo scenderà in strada per contestare la sua amministrazione, apparsa particolarmente immobile e inconcludente a partire proprio dal Natale “spento”, lui risponderà con questa iniziativa che per l’appunto si chiama “Chieti dà luce al Natale sostenendo le famiglie più bisognose”.
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