Nave migranti, appello alla Germania

Ortona. Sea Eye 4 sottoposta a fermo per la violazione del decreto Piantedosi: contatti col ministro degli esteri tedesco
ORTONA. La Ong Sea Eye ha contattato la ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock, con una richiesta di aiuto in merito al fermo della propria nave Sea Eye 4, nel porto di Ortona, disposto dalle autorità italiane, che ha bloccato anche un'altra nave battente bandiera della Germania, la Mare*Go, per non avere adempiuto alle prescrizioni del decreto Piantedosi dello scorso 2 gennaio.
Le due imbarcazioni hanno soccorso nei giorni scorsi complessivamente 86 migranti, sbarcati rispettivamente ad Ortona e Lampedusa.
A parere di Sea Eye il decreto italiano contrasta con le normative internazionali. La Ong segnala infatti che, dopo il primo intervento di salvataggio, «gli equipaggi hanno ricevuto ulteriori chiamate di emergenza che non potevano ignorare». Ecco perché, spiega, «abbiamo chiesto alla ministra di impegnarsi affinché le navi di soccorso civile non siano punite per aver fatto operazioni di soccorsi multiple ed il fermo amministrativo e la multa siano revocati».
Intanto scatterà anche il ricorso contro il provvedimento amministrativo di fermo della nave. Ad affermarlo era stato il presidente della Ong, Gorden Isler. Inizialmente i migranti trasportati dalla Sea Eye erano 17, ma venerdì nel porto ortonese sono scese 49 persone di cui 9 minori non accompagnati. Le destinazioni dei profughi, provenienti principalmente dal Bangladesh, dal Sudan e dall’Egitto, sono state individuate dalla prefettura dell’Aquila di concerto con le prefetture delle altre tre provincie abruzzesi. Di 9 minori non accompagnati tra i 13 e i 17 anni, a Dogliola sono in tre.

