’Ndrangheta, domani l’interrogatorio di Pinto

23 Giugno 2024

San Salvo. Inchiesta di Vibo Valentia, il difensore La Rana: «I fatti contestati risalgono a 8 anni fa»

SAN SALVO. È stato fissato a domani mattina, alle 9,30, l'interrogatorio di garanzia di Rodolphe Pinto, 62 anni, di origine francese ma da anni residente a San Salvo, arrestato venerdì mattina all'alba dai carabinieri con altre 13 persone su ordine della Procura di Catanzaro nell'ambito di una operazione contro la 'ndrangheta. Ad interrogare Pinto, accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso e detenzione di armi atta alla vendita, sarà in via remoto il gip del tribunale di Catanzaro, Arianna Roccia. A parere della magistratura calabra, Pinto avrebbe avuto il ruolo di "armiere". In sostanza avrebbe detenuto armi per rivenderle. Accusa che l'indagato rigetta categoricamente. Il sessantaduenne, già coinvolto nell'operazione Blue Marina, martedì scorso era comparso in aula a Vasto per essere giudicato per altri reati inerenti il maxi blitz antidroga. Ora su di lui pende un'altra grave accusa. L'uomo si trova nel carcere di Torre Sinello a disposizione della magistratura.
«Ancora una volta», dichiarato il legale di Pinto, l'avvocato Giuseppe La Rana, «dimostreremo l'estraneità del mio assistito alle accuse». L'avvocato La Rana non lesina perplessità sulla misura cautelare. «L'ordinanza di custodia cautelare è di ben 165 pagine. La esaminerò attentamente. Quello che salta agli occhi è che i fatti contestati risalgono al 2016, ben otto anni fa». Gli investigatori sarebbero arrivati a Pinto proprio attraverso l'operazione Blue Marine. In quella operazione furono coinvolti personaggi che fanno parte anche di questa nuova inchiesta. «Risponderemo alle accuse», afferma l'avvocato La Rana, «cercando di dimostrare che la posizione di Pinto è diversa e lui è estraneo alle contestazioni che gli vengono mosse».
Rodolphe Pinto in passato ha trascorso lunghi periodi in carcere ed era stato proprio l'avvocato Giuseppe La Rana a fargli ottenere la scarcerazione. Il legale chiederà di nuovo per il suo assistito una misura cautelare meno afflittiva. (p.c.)
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