’Ndrangheta e armi nel Vastese: interrogati oltre 130 indagati
VASTO. Prosegue con serrati interrogatori l’operazione dei carabinieri denominata “Isola felice”. Sono più di 130 gli indagati ascoltati perché sospettati di essere coinvolti con altre 14 persone...
VASTO. Prosegue con serrati interrogatori l’operazione dei carabinieri denominata “Isola felice”. Sono più di 130 gli indagati ascoltati perché sospettati di essere coinvolti con altre 14 persone arrestate in un’inchiesta che arriva in Lombardia. La vicenda ruota attorno alla presunta esistenza di un sodalizio criminale dedito all’importazione di ingenti quantitativi di stupefacenti (marijuana, hashish e cocaina) e di armi comuni da sparo e da guerra, con munizioni, destinate al clan di stampo ’ndranghetistico originario di Mesoraca riconducibile alla famiglia di Felice Ferrazzo. Sono 149 gli indagati in sei regioni: Abruzzo, Molise, Calabria, Lazio, Marche e Sicilia per associazione di tipo mafioso, traffico di stupefacenti. Il Vastese si è rivelato una zona appetibile, un importante snodo di sostanze stupefacenti, nonchè filiera importante collegata a Sudamerica e Olanda. Secondo la Procura antimafia, il clan Ferrazzo aveva messo le sue radici nel Vastese e nel Molise, per gestire il traffico di droga e sostenere l’acquisto di armi, reimpiegando il denaro in attività attraverso prestanomi. Le armi venivano acquistate nel Foggiano, in ambienti malavitosi già conosciuti dalla Dna, ma anche dalla Svizzera. I magistrati ipotizzano anche «legami con mafia, camorra e sacra corona unita». (p.c.)

