’Ndrangheta e droga, due arresti in città

Maxi retata partita da Cosenza, coinvolti anche detenuti rinchiusi nel carcere di Villa Stanazzo
LANCIANO. Tocca anche Lanciano, e in particolare il carcere di Villa Stanazzo, l’operazione interforze denominata “Recovery” che ieri ha portato all’esecuzione di 142 misure cautelari. L’operazione su ’ndrangheta e droga ha visto impegnati principalmente la questura di Cosenza e i comandi provinciali dei carabinieri e della guardia di finanza, coordinati dalla Dda di Catanzaro. Le persone coinvolte sono accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata a narcotraffico, estorsioni e danneggiamenti. Reati tutti aggravati dal metodo mafioso.
In particolare, il gip distrettuale Anna Roccia ha disposto, su un totale di 169 indagati, la custodia cautelare nei confronti di 129 persone, venti delle quali ai domiciliari mentre 27 erano già detenute. Due di queste erano appunte rinchiuse nel carcere di Lanciano: si tratta di Luigi Avolio e Massimiliano D’Elia, rispettivamente di 66 e 38 anni. D’Elia, detto “il biondo”, in carcere sta scontando una condanna definitiva per omicidio. I provvedimenti sono stati notificati dalla squadra Mobile di Chieti. È stato inoltre disposto l’obbligo di dimora nel comune di residenza, con permanenza notturna ed obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, nei confronti di altre 12 persone.
Tra gli indagati ai quali è stato notificato in carcere il provvedimento restrittivo c’è il boss Francesco Patitucci, considerato il punto di riferimento della confederazione mafiosa che opera a Cosenza nonché l’organizzatore della rete del narcotraffico sul territorio. L’indagine è stata incentrata, in particolare, su un presunto sistema di spaccio di sostanze stupefacenti a Cosenza e nell’hinterland. «Un sistema», ha spiegato il procuratore della Repubblica facente funzioni di Catanzaro Vincenzo Capomolla, «controllato e organizzato dalla ’ndrangheta e che aveva i propri fornitori in provincia di Reggio Calabria». Il procuratore ha spiegato inoltre che «nell’attività di spaccio sono stati coinvolti in maniera spregiudicata anche minori. Motivo per il quale l’indagine ha visto l’intervento anche del tribunale per i minorenni di Catanzaro». Il traffico di droga ha fatto registrare anche «episodi cruenti per il recupero di somme di denaro derivanti dai debiti di droga».
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