’Ndrangheta infiltrata nel Vastese Il boss Ferrazzo ritratta su tutto

14 Ottobre 2021

VASTO. Operazione “Isola felice”. È ripreso a Pescara il maxi processo su presunte infiltrazione della ’ndrgheta nel Vastese con 106 gli imputati. I principali risiedono nel Vastese. Il primo garage...

VASTO. Operazione “Isola felice”. È ripreso a Pescara il maxi processo su presunte infiltrazione della ’ndrgheta nel Vastese con 106 gli imputati. I principali risiedono nel Vastese. Il primo garage pieno di armi venne però trovato a Montesilvano e per questo il processo si celebra a Pescara. Sulla vicenda seguita dalla Dia (Direzione investigativa antimafia), è stata presentata un’inquietante relazione in Parlamento. L’Antimafia nel dossier ha rivelato che la ’ndrangheta ha cercato più volte di mettere radici a San Salvo. Eugenio Ferrazzo, uno dei principali protagonisti, dopo aver fatto delle dichiarazioni come collaboratore, ha ritrattato tutto. La pubblica accusa rappresentata dal pm Guido Cocco mercoledì ha quindi tirato fuori un manoscritto olografo. Ferrazzo lo disconosce. Il pm ha chiesto e ottenuto una perizia calligrafica. Per questo il processo è stato aggiornato al 9 novembre. Sei le regioni in cui, a detta della Dia, operavano gli accusati. Le accuse sono raccolte in un dossier di 600 pagine. I fatti si riferiscono al biennio 2010-2012.
Vasto e San Salvo, secondo gli investigatori, sarebbero state le basi degli indagati e i personaggi locali avrebbero avuto un ruolo di spicco nel clan gestito da Eugenio Ferrazzo. L’uomo, arrivato in Abruzzo a ottobre 2006, dopo un periodo di detenzione all’estero per traffico internazionale di cocaina, si trasferì a San Salvo, sfuggendo alla mattanza ordita dallo zio, Mario Donato Ferrazzo, capo indiscusso della ’ndrina di Mesoraca (Crotone) e reclutando così la manovalanza. L’operazione “Isola felice” ha rivelato pericolose infiltrazioni nel Vastese. Mercoledì Eugenio Ferrazzo è stato interrogato dai giudici in videoconferenza dal carcere di Bologna in cui è ristretto. Ferrazzo a molte domande ha risposto con evasivi "non ricordo" o "non so". Diversi i difensori (fra loro gli avvocati Raffaele Giacomucci , Fiorenzo Cieri, Alessandro Orlando , Massiiliano Baccalà , Marisa Berarducci, Alessandro Stivaletta, Piernicola De Mutiis, Antonello Cerella e Antonio Boschetti) si sono opposti all'utilizzo del manoscritto. Il tribunale ha tuttavia disposto la trascrizione del brogliaccio da parte di un perito. L'udienza è stata quindi aggiornata al 9 novembre. Il processo “Isola Felice" è una delle vicende giudiziarie che, a detta di amministratori e forze dell'ordine, conferma l'assoluta necessità in città di un commissariato, una Procura e un tribunale. (p.c.)
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