Neanche il fulmine fermerà i Banderesi

9 Marzo 2017

I riti esterni alla chiesa di Sant’Urbano non subiranno variazioni. Nonostante la chiusura per lavori

Il fulmine che ha colpito a gennaio la chiesa di Sant’Urbano non ferma la festa dei Banderesi. Resteranno invariati, infatti, i rituali che si svolgono all’esterno della chiesa di San Urbano danneggiata anche dal terremoto dello scorso 30 ottobre ma quelli che si svolgevano all’interno subiranno delle variazioni per consentire i lavori di miglioramento sismico dell’edificio. Situata in fondo al corso principale, fu costruita nell’XI secolo e ricostruita fra il 1759 e il 1783. Nell’interno sono conservate le reliquie di sant’Urbano papa e di sant’Aldemario abate. Dal lato destro si entra nella cripta. Qui vi è la Porta Santa, aperta il 24 maggio vigilia della festa di sant’Urbano, patrono della cittadina. Durante un’assemblea pubblica, sulla chiesa e sul patrimonio storico di Bucchianico, il sindaco Gianluca De Leonardis, ha spiegato che gli interventi non saranno realizzati entro maggio. «La perplessità dei cittadini» afferma Alfredo Mantini consigliere comunale del M5S «rimane sull’intervento della Soprintendenza (non ci si dimentica del passato, e degli avvenimenti legati al Palazzaccio e l’Assunta)». Per il consigliere «c’è sempre il rischio di perdere ulteriore patrimonio storico-architettonico e artistico, quando non vigiliamo su quel poco che abbiamo e che rappresenta la nostra identità». Durante l’assemblea, domande sono state fatte anche a padre Mario sulle condizioni della statua e del crocifisso, che saranno spostati a breve. «Inevitabili i riferimenti» prosegue Mantini «alla chiesa del Purgatorio e a quella dell’Assunta, un caso strano di abbandono burocratico per via della sola agibilità il primo, un caso assurdo di abbandono collettivo il secondo, dove le strutture compromesse non vogliono essere messe in sicurezza da decenni e molti non hanno voluto politicamente metterci mano». Non è ancora formalizzata una scheda di valutazione da parte della Soprintendenza sull’Assunta. «Personalmente sono per insistere sulla via della tutela, non me la sento di rispondere alle domande di chi conosce questo valore architettonico e chiedo: perché non c’è più Palazzo Caracciolo? Perché non c’è più il quadro di San Camillo? Perché non c’è più la chiesa dell’Assunta»?

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