«Negozi muoiono nell’indifferenza»

19 Marzo 2017

Il grido di allarme di Nino Pizzi di KommerciAte: nessuno ci ascolta

«Non si può mantenere una attività aperta in un centro storico dove non hai voce in capitolo, dove nessuno ti ascolta e a nessuno interessa delle difficoltà che stiamo attraversando per poter sopravvivere». È questo il grido di allarme di Nino Pizzi, presidente associazione KommerciAte. A ridosso delle votazioni comunali si torna a parlare della crisi che riguarda il commercio nel centro storico di Atessa. «Sappiamo che la crisi è strutturale ma in questi ultimi anni gli amministratori avrebbero potuto ascoltare un po’ di più la nostra voce e il grido di allarme, e insieme si poteva alleviare la sofferenza» continua il presidente dell’associazione dei commercianti atessani. Dati nazionali confermano che nei primi 2 mesi del 2016 hanno chiuso circa 12000 attività, e il trend durante tutto l’arco dell’anno si è attestato a 3 chiusure per ogni nuova apertura. «Media che rispecchia anche quella di Atessa e di tanti altri comuni, grandi e piccoli del nostro territorio. La politica non si interessa dei piccoli commercianti e quindi non se ne fa carico, non c’è nessun partito che difende con impegno e con proposte efficaci e per regalo nel 2017 ci hanno ulteriormente aumentato gli adempimenti fiscali portando la pressione fiscale a oltre il 60%». KommerciAte nel 2013 ha presentato un documento dove si indicavano azioni anche di piccolo costo che messe in opera avrebbero potuto aiutare e alleviare la sofferenza di queste attività. Tra queste: riorganizzazione dei flussi del traffico con creazione di nuovi parcheggi, riorganizzazione stagionale delle Ztl, ripristino di vecchie zone di parcheggio. «Cose non attuate. I politici» conclude Pizzi «e le amministrazioni locali non tengono conto che dietro quei negozi ci sono famiglie intere che vivono solo con quel lavoro».

Matteo Del Nobile