Negozi, ora comincia la ripresa: «Ma servono gli eventi estivi»

Ottimisti i titolari delle attività del centro storico: «Definitivamente alle spalle il momento più difficile» Ma c’è l’appello al Comune: «Organizzare le manifestazioni all’aperto porterebbe un clima nuovo»
CHIETI. I divieti anti-Covid iniziano ad allentarsi, il commercio riprende ma ci sono abitudini da ricostruire. Dopo tanti mesi passati chiusi in casa, la società dei consumi sembra aver rivisto al ribasso le sue priorità. Dopo il secondo anno di pandemia, la città si prepara a una nuova ripartenza e i commercianti sperano di poter tornare finalmente agli incassi di un tempo. «Speriamo che il momento più difficile sia definitivamente alle spalle», dice Giampiero De Luca che, con la moglie Ada De Cerchio, gestisce il negozio Met Moda di via Arniense, attività storica aperta da 52 anni, «noi vendiamo anche abiti da cerimonia e purtroppo in questo settore abbiamo perso moltissimo. Noi ce la mettiamo tutta e al Comune chiediamo di far ripartire la città».
Anche Annamaria Buccella, titolare del negozio di profumi La Parfumeria di via Spaventa, fa un appello alla nuova amministrazione: «C’è bisogno di ravvivare la città, è vero che siamo ancora in periodo di Covid, ma si può organizzare qualcosa all’aperto. E poi speriamo che venga migliorata l’accessibilità alla città. La nostra clientela lamenta sempre problemi di parcheggio». Attende con ansia il momento in cui si potrà tornare a servire i pasti al chiuso il pizzaiolo Emiliano Di Ciano, che però nel frattempo si è attrezzato con una serie di tavolini all’aperto nonostante davanti al locale di via Marcello ci siano i parcheggi a pagamento: «Abbiamo ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie per mettere i tavoli davanti alla pizzeria e ora abbiamo chiesto al Comune anche la possibilità di mettere una veranda», dice Di Ciano che ha appena ricevuto un altro premio, essendo l’unico pizzaiolo teatino ammesso nel Club internazionale pizzaioli della fondazione Di Paolo che ha collaborato al riconoscimento dell’arte della pizza napoletana come patrimonio immateriale dell’umanità dell’Unesco.
Ma se la pizzeria di Di Ciano si è tenuta a galla con l’asporto e il delivery che hanno evitato la chiusura a tante attività di ristorazione, se la sono vista brutta, invece, le attività di toelettatura per animali domestici, che hanno dovuto subire lunghi mesi di lockdown e hanno potuto riprendere a pieno ritmo solo con il passaggio in zona arancione. Un settore di nicchia, ma importante per la clientela, fortemente penalizzato. «Per fortuna ci hanno riaperti», dice Romano Petrongolo, che gestisce il negozio di toelettatura di via Salomone, «adesso abbiamo ripreso a pieno ritmo perché il servizio che offriamo agli animali è essenziale sia per loro che per i padroni». Ma c’è anche chi ha deciso di chiudere il negozio fisico e di aprire solo quello virtuale: «Ho preso questa decisione dopo i molti mesi di chiusura», dice Stefania Mucci, titolare di Melegueta che produce e vende articoli realizzati a mano nel negozio di via Arniense, «terrò aperto il negozio un altro mese e poi lavorerò solo via internet».

