«Nel Chietino servono posti letto»

13 Ottobre 2017

Sanità. Caramanico (Articolo 1) lancia l’allarme sugli ospedali della provincia

CHIETI. «Negli ospedali della provincia teatina mancano all’appello 952 posti letto. Non dico che ce li devono ridare tutti, ma almeno 300 li potrebbero attivare, quanto meno per alleviare il problema delle liste d’attesa e delle barelle in corridoio». Le parole sono dell’ex assessore regionale Franco Caramanico, appena approdato nel comitato promotore di Articolo 1, che ieri insieme a Giustino Zulli e agli altri membri del comitato locale, ha tenuto una conferenza stampa sulla sanità locale. Secondo l’ex assessore regionale ed ex sindaco di Guardiagrele, se non vengono attivati i posti letto mancanti in provincia di Chieti la ragione è una sola: «Il project financing che vogliono realizzare e che una volta realizzato recupererà alcuni dei posti letto mancanti». Nel frattempo, però, «la situazione scoppia», continua, «avendo chiuso diversi ospedali sul territorio». Quanto all’ospedale di secondo livello, da realizzare attraverso una integrazione funzionale tra Chieti e Pescara, Caramanico non teme sgambetti di Pescara ai danni di Chieti. «Forse in una sola cosa la Regione è stata chiara e riguarda proprio il Dea di secondo livello», dice Caramanico, «Chieti ha tutte le specifiche per poterlo attivare, a partire dal bacino d’utenza, più grande di quello di Pescara. Quello teatino è di 566mila utenti, di 264mila è quello pescarese. E dunque le ultime posizioni del comitato di medici pescaresi a favore della sola Pescara», ha concluso Caramanico, «non tengono proprio». (a.i.)