Nessun aumento delle tariffe dell’acqua

Approvato il passaggio delle reti idriche alla Regione, ma nel provvedimento non viene menzionata la gestione all’Aca
CHIETI. Il consiglio comunale licenzia il passaggio delle reti idriche alla Regione ma blocca le tariffe del servizio cancellando dalla delibera ogni tipo di riferimento all’Ente regionale del sistema idrico integrato (Ersi), di fatto non ancora istituito, e ad Aca spa, la società indicata, inizialmente, come futuro gestore del servizio idrico locale. Il merito va ascritto ad un maxi emendamento allegato alla delibera e concordato, dopo ore di fitti conciliaboli, tra la maggioranza e l’opposizione per una volta unite dalle finalità della rispettiva azione politica.
La minoranza esulta e fa notare come la delibera originaria predisposta dall’ente fosse lacunosa e, soprattutto, rischiosa per le casse del Comune e dei cittadini. Questo perché si dava per scontato che Chieti finisse nell’ente d’ambito pescarese, mentre la legge regionale del 2011 prevede la formazione di enti d’ambito provinciali, con l’Aca, società alle prese con una grave situazione debitoria da colmare che già rifornisce l’acqua al capoluogo teatino, individuata come nuovo gestore. Peraltro le tariffe Aca sono il doppio più costose di quelle applicate dal Comune di Chieti. Da qui la levata di scudi dei partiti di opposizione che hanno ottenuto di emendare la delibera in attesa che la Regione faccia chiarezza sulla gestione del servizio idrico.
Nel dettaglio, in delibera, sono state bloccate le tariffe attuali dell’acqua, nelle more di una tariffa unica regionale, con il passaggio delle reti subordinato alla sottoscrizione di un accordo tra il Comune e la stessa Regione a margine di una ricognizione sullo stato delle reti idriche cittadine e dei mutui contratti dall’ente che, in automatico, passeranno a carico del nuovo gestore. Il sindaco ricorda che il passaggio delle reti idriche in capo alla Regione fosse un obbligo di legge e che l’amministrazione comunale si sgraverà di mutui per oltre 1 milione di euro l’anno. Luigi Febo, di contro, precisa che l’emendamento approvato porta la sua firma in calce. «Fino a quando non sarà determinata una tariffa unica regionale ai cittadini di Chieti verrà applicata la tariffa attuale che, ad oggi, è tra le più basse in uso. Nella delibera, sempre su mia richiesta, è stato tolto», afferma Febo, «ogni riferimento di conferimento del servizio all’Aca e questo apre alla Teate servizi la possibilità di essere ente gestore».
Soddisfatto anche Enrico Raimondi, capogruppo di L’Altra Chieti. «Il consiglio comunale di oggi ha tutelato la nostra città e i suoi cittadini. Grazie al lavoro dei gruppi di opposizione», dice Raimondi, «non ci sarà, per il momento, l’aumento delle tariffe dell’acqua».
Chiosa Ottavio Argenio, capogruppo del Movimento 5 Stelle. «Il lavoro portato avanti doveva essere fatto prima ma resta l’importanza del risultato finale ottenuto che, in extremis, evita un altro salasso», Sottolinea Argenio, «ai teatini».

