Nessun rapimento, lei si è inventata tutto
La 17enne di Chieti confessa di aver finto il sequestro, ora rischia l’accusa di simulazione di reato
CHIETI. Come avevano sospettato gli investigatori sin dal primo momento si è inventata tutto. La giovane di Chieti, che frequenta una scuola allo scalo, non è mai stata sequestrata nel pomeriggio del 25 marzo. La sua è stata una fuga per attrarre l’attenzione dei genitori che, suo dire, l’hanno trascurata. Lo ha confessato la stessa ragazza che messa alle strette dai poliziotti della II sezione ieri ha confessato. A coordinare le indagini il sostituto procuratore Giuseppe Falasca che trasmetterà gli atti alla procura del tribunale per i minorenni e la 17enne ora rischia un’indagine per simulazione di reato.
La giovane ai poliziotti ha raccontato di essere stata a casa del ragazzo insieme ai genitori del fidanzatino. E raccontato del finto sequestro per dare un segnale ai suoi perché la prendessero più in considerazione. Il sospetto degli investigatori è stato avvalorato dai tabulati telefonici. Poi attraverso alcuni riscontri incrociati e la testimonianze di persone vicine alla ragazza hanno tratto le somme. Ieri hanno convocato la giovane che alla fine, dopo alcuni attimi di reticenza, di fronte a prove incofutabili ha confessato.
La 17enne il 25 marzo, uscita da scuola, invece di tornare a casa si è incontrata col ragazzo. Ha staccato il cellulare per non farsi rintracciare. Non vedendola ritornare, alle 18, il padre ha chiamato la polizia e quando gli uomini della seconda sezione sono arrivati nell’abitazione anche la ragazza è tornata a casa. A quel punto ha raccontato di essere stata rapita da due persone che l’hanno bloccata dalle spalle. Sarebbe stata incappucciata e caricata su un’auto dove probabilmente è stata narcotizzata, perché da quel momento la giovane non ha ricordato più nulla. Poco prima delle 18 si è ritrovata a Cepagatti, davanti alla fermata del bus sul quale è salita per far ritorno a casa. La studentessa dopo la fantasiosa storia è stata ricoverata in ospedale per accertamenti dai quali però non è risultato nulla che potesse far pensare a un sequestro o a una violenza. Sufficiente per avviare le indagini e confermare i sospetti.(k.g.)
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