Nessuna proroga per il tribunale «Così muore un comprensorio»

Vassalli (avvocati): non lottiamo per un campanile, ma per difendere il diritto di tutti ad avere lo Stato Il sindaco Pupillo: «Andiamo avanti negli incontri con i nostri rappresentanti eletti in Parlamento»
LANCIANO. Tra un anno le porte del tribunale saranno inesorabilmente chiuse, per sempre. Il D-Day è il 14 settembre 2022: chiusura del tribunale (anche quelli di Avezzano, Sulmona e Vasto), delle Procure, riduzione delle forze dell'ordine, perché finora nessuna proroga è giunta per provare a tenere aperto il presidio di giustizia fino al 2024 in attesa della riforma della geografia giudiziaria. Così gli ordini forensi con i sindaci dei Comuni, continuano a protestare, a chiedere al Parlamento di intervenire.
«Siamo senza proroga e senza una legge che possa disporla o riveda la geografia giudiziaria», spiega la presidente dell’Ordine degli avvocati di Lanciano, Silvana Vassalli, «nonostante in questi anni, e ancora di più negli ultimi mesi, abbiamo esposto i problemi sociali, economici, di sicurezza pubblica nonché logistici, derivanti dalla chiusura a tutta la politica locale, regionale, nazionale. Politici che hanno condiviso con noi le preoccupazioni; ma nonostante avessimo elaborato proposte di legge, presentate in Parlamento, non si è arrivati alla proroga. Continuiamo a lottare insieme perché la permanenza di uffici giudiziari nel nostro territorio non è una lotta di campanile, né una lotta corporativa degli avvocati: è una lotta a difesa del diritto di tutti ad avere la presenza dello Stato nel proprio territorio».
E il tempo è ancora minore dei 365 giorni che mancherebbero, perché, come fa notare la Vassalli, ci sono di mezzo festività varie e la pandemia che ha rallentato le attività.
«Andiamo avanti con incontri continui con i rappresentanti in Parlamento, gli ordini forensi», aggiunge il sindaco Mario Pupillo, «perché il nostro obiettivo è di ottenere al più presto la proroga al 2024 per arrivare alla riforma che salvi i quattro tribunali. La chiusura significa la morte di un territorio: danni economici, perché attorno al tribunale ruotano negozi, attività e tanto altro, più costi e meno servizi per i cittadini, danni sociali e culturali. Il tribunale di Lanciano abbraccia un territorio con 41 comuni, l’area industriale della Val di Sangro, ha una produttività notevole, una storia secolare e un supercarcere. Ha peculiarità importanti, ma come gli altri tribunali è soprattutto un baluardo contro la criminalità che avrà territorio libero dalla Puglia a Pescara».
Si lavora su tutte le direzioni, a un disegno di legge, ad un decreto ad hoc, con il ministero della giustizia per non lasciare nulla di intentato. Anche perché ci sono pure problemi organizzativi con la chiusura. Se Vassalli fa notare che sarebbe opportuno «conoscere la sorte dei nostri uffici giudiziari per organizzare le nostre attività», se c'è il personale, Pupillo evidenzia che Chieti non ha gli spazi per accogliere fisicamente i tribunali di Lanciano e Vasto. "Faranno uffici all’aperto?», chiede il sindaco.
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