Nessuna violenza sul corpo del bambino

L’autopsia non svela subito le cause del decesso del piccolo di 27 giorni, ma non ha subito traumi. Responso tra due mesi
LANCIANO. Non sono emersi segni di una morte violenta. Non ci sono lesioni esterne. Ma le risposte più approfondite e precise si avranno con i risultati degli esami istologici e dei liquidi biologici prelevati, tra 60 giorni. È il primo responso dell’autopsia effettuata dal medico legale incaricato dalla Procura di Lanciano, Pietro Falco, sul bimbo di 27 giorni morto domenica mattina in città. Il piccolo era arrivato esanime al Pronto soccorso del Renzetti, portato dai genitori, la mamma 25enne e il papà 30enne di Lanciano. I due, attorno alle 11,20, erano andati in camera dove il piccolino dormiva perché doveva fare la poppata, ma si sono accorti che non respirava più e sono corsi al Renzetti. In ospedale è stato rianimato per oltre un’ora, ma non c’è stato nulla da fare. Bisogna capire le cause che hanno fermato il cuoricino. Per questo il sostituto procuratore Rosaria Vecchi ha aperto un’inchiesta sulla tragica morte e richiesto l’autopsia, fatta dal dottor Falco ieri mattina a Chieti. Esame che ha confermato, al momento, che non ci sono stati traumi, violenze.
Già i medici del Pronto soccorso prima, e i carabinieri poi, avevano rilevato che sul corpicino non c'era alcun segno di violenza fisica, né tantomeno lesioni collegabili a possibili cadute. Da qui l’ipotesi della “Sindrome della morte in culla” (Sids): l’incubo peggiore di ogni mamma. Saranno però gli esami istologici e sui liquidi biologici tra due mesi a confermare o meno l’ipotesi. Certo è che questa tragedia, immane per i giovani genitori, ha acceso i riflettori sulla Sids e le precauzioni da adottare per provare ad evitarla. Una è addirittura contenuta in una proposta di legge fatta dal consigliere regionale Leandro Bracco (Sinistra italiana): la culla di cartone. «La mia più totale vicinanza ai familiari del picco», dice Bracco, «perché ciò che si è verificato a Lanciano ha sconvolto un’intera comunità e ha annullato la vita di una madre e un padre. Ma, da legislatore regionale che fa gli interessi della collettività, non posso esimermi dal ricordare che a metà maggio scorso ho presentato un progetto di legge per introdurre in Abruzzo l’utilizzo della culla di cartone. Che, da quasi 90 anni, è usata in Finlandia, stato con il tasso più basso di neonati morti a causa della Sids (2,52 decessi ogni mille nati). A oggi però la mia proposta è nei cassetti della commissione a prendere polvere. Chiedo all’assessore regionale Silvio Paolucci e a quello al sociale, Marinella Sclocco, di sottoscrivere la mia proposta perché diventi legge regionale subito».
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