«Nessuno ha fatto verifiche nelle aree inaccessibili»

15 Settembre 2017

L’associazione Penelope chiede nuove ricerche per l’83enne sparito da sei mesi Loconsole: noi e la famiglia di Benito non degnati neanche di una risposta

GUARDIAGRELE. «Siamo scontenti insieme alla famiglia di Benito Della Penna. Avevamo chiesto la perlustrazione delle zone impervie nelle immediate vicinanze dell’abitazione di Piana San Bartolomeo. Ma dagli atti in nostro possesso questo controllo non è stato fatto». Annalisa Loconsole, presidente dell’associazione Penelope Abruzzo, che si occupa delle famiglie e degli amici delle persone scomparse, spiega così l’amarezza che il sodalizio porterà domani alla fiaccolata per la scomparsa dell’83enne guardiese. Il 15 marzo di sei mesi fa, Benito uscì di casa tra le 17 e le 17,30 per fare due passi, come d’abitudine, visto che doveva camminare per un problema a una gamba alla quale era stato operato. Indossava un giubbotto blu leggero, jeans, cappello classico, scarpe di pelle, occhiali da vista e portava l’immancabile stampella azzurra. Ha detto alla moglie Maria Domenica, anche lei 83enne,che si sarebbe affacciato in campagna per andare incontro al genero Raffaele. Da quel momento nessuno ha più visto Benito.
Domani, per non dimenticare quella scomparsa e per sollecitare nuove ricerche, l’associazione Penelope organizza alle 19,30 una fiaccolata che partirà da Porta San Giovanni e, dopo avere attraversato alcune strade del centro storico, si concluderà in piazza San Francesco, davanti al municipio. «Le ricerche iniziarono immediatamente», spiega Loconsole, «con la partecipazione di carabinieri, vigili del fuoco, Croce rossa e Protezione civile, unità cinofile e anche con l’utilizzo di un elicottero. Dagli atti che siamo riusciti ad avere, però, abbiamo saputo che dalle zone di ricerca sono state escluse quelle impervie nelle immediate adiacenze dell’abitazione, per scelte operative. Su questa decisione hanno inciso l’età di Benito e la sua difficoltà a deambulare. La nostra richiesta alla prefettura affinché si riaprissero le ricerche alla luce di quanto era scritto negli atti, facendo intervenire sia i cani da cadavere in dotazione ai reparti speciali di polizia, sia eventualmente le squadre del Soccorso alpino e speleologico, non è stata più presa in considerazione. Noi», sottolinea Loconsole, «abbiamo eccepito questa chiusura delle ricerche. Abbiamo anche scritto agli uffici del commissario di governo per le persone scomparse, al ministero dell’Interno, ma non ci hanno degnati neanche di una risposta. Domani (oggi per chi legge, ndr) c’è la ricorrenza dei sei mesi dalla scomparsa ma tutto tace. La famiglia lo scorso agosto ha anche chiesto l’utilizzo a pagamento dei cani da cadavere, ma nessuno si è fatto sentire. Ecco, sabato (domani, ndr) manifestiamo insieme nel centro storico di Guardiagrele: dopo tutto questo tempo la famiglia di Benito merita tante risposte». (r.o.)
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