Niente acqua razionata allo Scalo
Di Primio: «In un momento del genere sarebbe stata una iattura»
CHIETI. Niente acqua razionata a Chieti Scalo. L’annuncio, in mattinata, arriva dal sindaco Umberto Di Primio: «Ringrazio i vertici dell’Aca (Azienda comprensoriale acquedottistica, ndr) che, forse anche grazie alla mia lettera, hanno compreso che in questo momento sarebbe stata una iattura togliere l’acqua». La lettera a cui fa riferimento il primo cittadino è quella inviata, giovedì sera, alla presidente del consiglio d’amministrazione dell’Aca Giovanna Brandelli. «Si chiede ai cittadini di osservare le norme dell’Istituto superiore di sanità che, come prima regola, pone quella di lavarsi spesso le mani», si legge nel documento. «Chiudendo l’acqua nelle case dei cittadini di Chieti Scalo, la parte più popolosa della mia città, impedite loro di poter osservare quella che è la prescrizione principale per evitare il diffondersi del coronavirus. Se è vero quanto scrivete in premessa, ovvero che ristoranti e attività commerciali oggi sono chiusi al pari di molte aziende, non può che essere altrettanto vero che oggi la disponibilità di acqua è maggiore rispetto a prima, nonostante la presenza nelle case di più persone per più ore al giorno». Di Primio ha minacciato anche di andare in procura: «Vi diffido a non procedere all’annunciata riduzione idrica. Qualora non riteneste di aderire alla mia richiesta, che formulo anche come autorità sanitaria locale, a tutela della salute dei miei cittadini, ricorrerò alle autorità competenti per garantire loro di potersi difendere anche attraverso il lavaggio delle mani dal coronavirus».
Ma il caso è rientrato ieri mattina, quando i vertici dell’Aca hanno comunicato il dietrofront all’assessore ai lavori pubblici Raffaele Di Felice. (g.let.)
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