Niente calunnia, risarcimento bocciato

23 Luglio 2016

RAPINO. Hanno intentato una causa sostenendo di essere stati diffamati e calunniati dai consiglieri comunali di minoranza che avevano presentato gli esposti per contestare l’irregolarità del...

RAPINO. Hanno intentato una causa sostenendo di essere stati diffamati e calunniati dai consiglieri comunali di minoranza che avevano presentato gli esposti per contestare l’irregolarità del concorso per un posto da vigile urbano, riservato dall’ex giunta illegittimamente all’interno, addirittura con un solo partecipante. Tuttavia il giudice a cui si sono rivolti l’ex sindaco di Rapino, Rocco Cocciaglia, il vigile urbano Lorenzo Medaglia e l’ex assessore Rocco Cocciaglia per il risarcimento di 200mila euro, ha ritenuto che il concorso fosse stato personalizzato nei requisiti per far vincere l’unico partecipante. Per di più il presidente della commissione esaminatrice, Mario Santovito, era stato “assunto” irregolarmente, tant’è che sono stati condannati anche dalla Corte dei conti. Da quanto si legge nella sentenza del giudice Federico Ria, del tribunale di Chieti - sezione civile, «emerge la sostanziale certezza che proprio Medaglia molto probabilmente sarebbe stato il vincitore di quel concorso illegittimamente riservato al personale interno». Sulle accuse di calunnia e diffamazione, invece, la sentenza ribadisce che la critica politica non può essere condannata se non trascende in «espressioni che, in quanto gravemente infamanti e inutilmente umilianti, trasmodino in una mera aggressione verbale del soggetto criticato». Così il tribunale non solo ha respinto la richiesta di risarcimento dell’ex sindaco Cocciaglia e degli altri due, ma ha condannato gli stessi al pagamento di oltre 19mila euro di spese processuali. Soddisfatto l’attuale sindaco di Rapino, Rocco Micucci, ex consigliere coinvolto nella vicenda: «Questa sentenza ristabilisce la veridicità dei fatti e dà merito a noi che abbiamo lottato sempre per affermare la legalità e l’interesse pubblico». (a.s.)

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