Niente dosi di antitetanica Vaccinazioni a febbraio

5 Novembre 2017

Problemi al Centro di somministrazione di Lanciano che serve nove comuni La responsabile del servizio: la ditta incaricata non riesce a soddisfare le richieste 

LANCIANO. Sono andati nell’ufficio vaccinale di Lanciano per fare il richiamo del vaccino antitetano ma sono stati rimandati a casa: «Non ci sono vaccini, vi richiameremo». Peccato che la coppia di Castel Frentano era stata già rimandata a casa ad agosto, quando doveva fare il richiamo decennale, per lo stesso motivo. Ma non è solo il Centro vaccinale di Lanciano, che serve i Comuni di Castel Frentano, Treglio, Fossacesia, Santa Maria Imbaro, Mozzagrogna, Frisa, Rocca San Giovanni e San Vito, a non avere i vaccini antitetanica, ma tutta la Asl è in ginocchio. Ci sono da mesi problemi di approvvigionamento delle dosi di vaccino per proteggersi dal tetano, una malattia che colpisce i muscoli e i nervi dell’organismo e che può essere letale. L’antitetanica è obbligatoria, infatti, nei primi mesi di vita, prevede dei richiami anche nell’età adulta, perché dopo più di 10 anni da un ciclo eseguito regolarmente è possibile che il livello degli anticorpi contro il tetano sia piuttosto basso e tale da non riuscire a proteggere nei confronti della malattia, ma da mesi è impossibile fare i richiami.
«Siamo andati a fare il richiamo ad agosto», racconta la coppia castellina, «e ci hanno detto di ritornare, dopo aver prenotato, perché non c’erano le dosi. Dopo alcune settimane abbiamo chiamato e ci hanno fissato l’appuntamento per fine ottobre. Peccato che una volta arrivati ci hanno detto che non potevamo fare nulla perché mancavano ancora le dosi. Con noi c’erano altre persone che sono state rimandate a casa per lo stesso motivo. Almeno potevano avvisarci, evitavamo due viaggi a vuoto».
Sono diversi gli utenti che hanno segnalato le carenze. «Abbiamo problemi di approvvigionamento», spiega Ada Mammarella, responsabile servizio vaccini della Asl, «perché la ditta che si è aggiudicata l’appalto non riesce a soddisfare le richieste. Non ha più vaccini e non riesce a rispondere alle nostre esigenze prima di febbraio 2018». Insomma altri tre mesi almeno senza dosi, che si aggiungono a quelli già trascorsi. «Per sopperire al problema», riprende Mammarella, «la Asl ha avviato delle complesse procedure burocratiche per chiedere aiuto ad altre aziende sanitarie. Essendoci un bando già espletato e in corso non è possibile farne altri, così si cerca aiuto ad altre Asl, se hanno scorte sufficienti». Quindi o si riesce ad avere aiuti o bisognerà attendere febbraio, con buona pace dei richiami e del rispetto dei calendari delle vaccinazioni. Che proseguono sui bambini senza sosta e senza problemi di scorte anche dopo l’entrata in vigore della legge che impone l’obbligo vaccinale da zero a 16 anni. Sono circa 50 i bambini che in media vengono vaccinati (richiami compresi) al giorno, al massimo ci sono piccoli ritardi di 15 giorni nella somministrazione per il super lavoro nel centro di via Don Minzoni.
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