Niente festa col nipotino

30 Settembre 2017

Il giudice nega il permesso a un imputato: è un’attività ludica

CHIETI. Aveva chiesto al tribunale di Chieti un permesso di due ore per andare al compleanno del nipotino, ma il presidente Geremia Spiniello glielo ha negato. Sergio Ciuffetelli, 61 anni, imputato di mediazione usuraia nel processo per il clan di ’Ndrangheta che si era infiltrato a Francavilla al Mare, era afflitto da una misura di obbligo di dimora. Residente a Pescara, aveva chiesto tramite il suo avvocato Luca Sarodi, di potersi recare per due ore a Montesilvano, in un locale che si trova fra l’altro a un passo dalla sede dei carabinieri, per poter festeggiare insieme alla famiglia il compleanno dell’amato primo nipotino. Il presidente Spiniello, però, ha negato il permesso, suscitando le rimostranze del difensore.
Sarodi definisce la decisione del giudice Spiniello «incomprensibile e inconcepibile», avendo documentato nella richiesta il grado di parentela che c’era tra nonno e nipote. «Il mio assistito è afflitto da una misura cautelare blanda», ha sottolineato l’avvocato, «e avrebbe dovuto spostarsi soltanto di cinque chilometri, per sole due ore. Ma Spiniello glielo ha negato, dicendo che si trattava di un’attività ludica».
Ciuffetelli è rimasto invischiato nella rete dei carabinieri che ha scoperto l’infiltrazione del clan calabrese a Francavilla, che faceva capo al 36enne Simone Cuppari, ancora latitante. Ciuffetelli è finito a giudizio immediato insieme ad altre 30 persone all’inizio del mese. Per Ciuffetelli erano stati disposti gli arresti domiciliari, poi sostituito dall’obbligo di dimora. (a.i.)