Niente fondi per la nuova statale: «Era un pericolo per l’ambiente»

Il consigliere regionale Smargiassi: «Un’opera discutibile, avrebbe deturpato il nostro territorio» E la Uil risponde al vice sindaco Spadano: era un intervento inutile, non avrebbe portato benefìci
SAN SALVO. «Se un finanziamento serve a deturpare il territorio con la costruzione di gallerie, cavalcavia e ponti sotto la balconata storica di Vasto, allora più che di perdita si deve parlare di scampato pericolo». Il consigliere regionale Piero Smargiassi commenta la notizia della revoca dello stanziamento di 87 milioni di euro per la realizzazione della variante alla Statale 16. Mentre l’amministrazione comunale di San Salvo parla di «una occasione persa per il territorio», l’esponente del M5s in Regione presenta un’altra versione. «Se il finanziamento serviva a dotare il territorio di un’opera discutibile, capace di mettere a rischio la già precaria situazione del costone orientale; se deturpare Vasto per favorire territori limitrofi a qualcuno sembra una scelta utile e sensata, non possiamo che ribadire il nostro no alla proposta Anas», incalza Smargiassi, «perdere il finanziamento è un male? Non è detto. A questo punto viene da sé che l’unica soluzione percorribile è quella della variante larga, che pare coniugare le esigenze di tutto il territorio. Tiriamo quindi un sospiro di sollievo pensando ai rischi scampati dai cittadini di Vasto e ai pericoli legati al rischio idrogeologico da cui un intero territorio si è salvato. Quest’opera è partita con il piede sbagliato», prosegue il consigliere, «per capire cos'è una variante e a cosa serve basta andare a Termoli, oppure nella vicina Francavilla al Mare. Una variante è una soluzione alternativa alla viabilità esistente: serve a scavalcare un territorio, evitare la congestione del traffico, limitare l'inquinamento nell'area abitata. A Vasto, invece, la soluzione Anas quale problema risolveva realmente? Probabilmente a decongestionare solo l'incrocio a Vasto Marina, lasciando tutti gli altri punti critici nello stato attuale. Certo è che se questa mega opera dannosa doveva servire a una parte di politica locale per dire "abbiamo fatto anche questo" e incassare poi il bonus elettorale, allora è un’altra cosa e da vastese non posso che essere soddisfatto di aver collaborato a ripristinare una via di buon senso davanti alla cecità di un’intera classe politica», conclude. La pensa così anche Carmine Torricella, sindacalista della Uil. «Spostare di qualche centinaio di metri l’attuale tracciato della Statale 16, perché di questo si trattava, serviva al territorio?», osserva il dirigente sindacale, «e poi il concetto ed il senso di territorio a cui fa riferimento il vice sindaco di San Salvo, Eugenio Spadano è assai riduttivo, è più una cosa localistica che altro. E poi c’è la questione di come vengono utilizzati i fondi pubblici. Non regge il fatto che per non perdere un finanziamento bisogna comunque fare un’opera, anche quando questa non porta benefici alla collettività». Parla di soldi «svaniti nel nulla» Camillo D’Amico, consigliere comunale di Cupello, secondo il quale «anche questa vicenda dimostra l’assoluta disunitarietà del territorio. È sin troppo evidente che su talune questioni che dovrebbero avere una corale condivisione e partecipazione dell’intero territorio, i comuni della costa fanno da soli. È la plastica dimostrazione di come il Vastese non sia capace di unirsi e di fare squadra».
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