Nino e Antonio colonne dei portici

I personaggi della teatinità. La storia di Bonvecchio e Cieri, i commercianti simbolo del Corso
CHIETI. La mia vetrina dei protagonisti della teatinità presenta oggi due personaggi che da anni, con la loro attività, presidiano i centralissimi portici di Corso Marrucino: parlo di Nino Bonvecchio e Antonio Cieri, ovvero Nino Capitanio e Antonio Ribò, con i nomi dei rispettivi esercizi commerciali.
Nino ha raccolto il testimone della mitica signora Giuseppina, dopo il matrimonio con Giuliana Sartorelli, che gestiva il negozio al tempo in cui sull'insegna c'era scritto Armi ed era conosciuto per essere fornitissimo di tutto ciò riguardava caccia e pesca. Parliamo di 80 anni fa, infatti nel 1936 Ferdinando Capitanio rilevò il negozio, che prima vendeva bevande e alcolici, poi era utilizzato come officina di arrotino, per attivare una rivendita di armi. Nel tempo, oggi siamo alla quarta generazione, c'è stato sempre più spazio per lo sport e l'abbigliamento sportivo. Quando si dice destini incrociati: anche Antonio deve il suo ingresso nel mondo del commercio e della moda alla donna che ha sposato, Rita Di Bartolomeo, che già operava nel settore. Insieme, negli anni 70, decisero di rilevare il locale dell'ex Saquella, mettendo in piedi un negozio che ha guadagnato subito riconoscimenti e apprezzamenti per quello che è riuscito ad offrire nel campo della moda.
Perché il nome Ribò? Lo ha spiegato in un’intervista lo stesso Cieri: «L'insegna del nostro primo negozio era troppo piccola perché potesse contenere per intero il nome Ribot, l'invincibile cavallo che vinceva tutte le corse a cui partecipava. Così decisi con mia moglie di sostituire quella t con una o accentata». A questo punto non racconterò la storia, pur importante nell'economia cittadina, dei due negozi ma della presenza attiva che i due personaggi hanno avuto ed ancora hanno nella vita cittadina, che li ha visti spesso protagonisti di varie iniziative in favore della città. Infatti Bonvecchio non si è limitato a fornire maglie, tute palloni, attrezzature alle squadre e agli sportivi locali, ma spesso e volentieri ha partecipato in prima persona alle attività sociali, sponsorizzando manifestazioni e dando il proprio contributo non solo di idee ad iniziative tese al rilancio della città. Allo sport della pallacanestro poi ha dato i figli, Gigi e Raffaella, il primo play nella Chieti Basket dei tanti trionfi, oggi stimato allenatore, la seconda capitana del Cus Chieti di A1.
Oggi titolare di Capitanio sport è Raffaella, ma non si creda che Nino si sia messo a riposo, per fare magari il nonno dei suoi splendidi nipoti, Luca, Marco e Valerio, perché ogni mattina lo trovi a tirar su le serrande, magari a fare opera di pulizia, spesso e volentieri proprio insieme ad Antonio, per far sì che quel pezzo diportico sia sempre all'altezza della sua storia.
Antonio Cieri negli ormai lunghi anni dedicati al commercio, non solo ha acquisito esperienza e professionalità di alto, anzi altissimo livello nel campo della moda, con il prezioso aiuto della moglie Rita e della figlia Barbara, ma ha svolto ruoli importanti nell'associazionismo e non ha mai mancato di dare una mano a chi ne ha bisogno.
So infatti, anche se Antonio è restio a parlarne, di un suo deciso impegno a fianco di strutture assistenziali che svolgono, in tempi non facili come gli attuali, tanto lavoro legato all'assistenza e al recupero alla vita di persone sfortunate.

