«Nipi, l’indotto è la chiave dell’occupazione»

29 Settembre 2015

Vertice tra la Cgil e l’azienda che produce il tessuto d’oca: puntiamo sulla filiera “made in Italy”

CHIETI. Thindown, il primo tessuto di piuma ideato da Nipi (Natural insulation products) prodotto e distribuito in esclusiva in Europa dallo stabilimento che ha sede a Chieti, potrebbe diventare un efficace salvagente per le oltre 200 professionalità finite in mare con la chiusura della Sixty Spa. Delle potenzialità legate alla commercializzazione di questo tessuto rivoluzionario si è parlato durante un incontro che la Cgil ha avuto con Paolo Bodo, azionista di punta di Nipi e con Domenico Gentile, amministratore delegato di Sixty Distribution.

«L’alta tecnologia con la quale viene prodotto il Thindown» spiega Carlo Petaccia, segretario provinciale della Cgil «non consente di riassorbire un gran numero di ex dipendenti della Sixty. Al massimo potranno esserne reintegrati una ventina, ma lo scenario offre spunti interessanti se si considera l’immensa potenzialità dell’indotto che potrebbe venirsi a creare costruendo un progetto globale tutto made in Italy». Un indotto specializzato che utilizzi il tessuto d’oca su tutto il territorio nazionale creando una filiera completa a marchio tricolore. «L’appello del sindacato» aggiunge Petaccia «è rivolto sia alle azie leader dell’abbigliamento elegante che a quello di punta sportivo. Un progetto tutto italiano che deve essere promosso e tutelato da Regione e ministero delle Attività produttive». Su questo sono tutti d’accordo, così il prossimo passo sarà la creazione di un tavolo che si trasformerà da «difensivo» ad «attivo» per tentare di creare il più alto numero di posti di lavoro possibile. «Il progetto non è a scadenza breve, ma se si comincia a lavorare con le idee chiare i risultati potrebbero dare grandi numeri. La scelta degli azioni sti di Nipi di produrre il tessuto d’oca a Chieti rappresenta una enorme opportunità per il rilanciodel territorio». L’idea del nuovo tessuto è stata brevettata nel 2000 dal canadese Ron Reuben e Nipi, il cui azionista di riferimento è il biellese Bodo, ha finora investito nel progetto 10 milioni di euro: la metà per coprire i costi di start-up, 3 milioni per il macchinario "gioiello" della fabbrica teatina e gli ultimi 2 milioni in ricerca e sviluppo. Nei prossimi due anni la Nipi conta di investire altri 5 milioni di euro. (y.f.)