«No a classi pollaio» Protesta dei genitori all’ex provveditorato

17 Settembre 2017

CHIETI. I genitori degli alunni della ex sezione C Informatica dell'istituto Di Savoia dicono no alle "classi pollaio": con i loro figli, domani mattina si recheranno di fronte all'ex provveditorato...

CHIETI. I genitori degli alunni della ex sezione C Informatica dell'istituto Di Savoia dicono no alle "classi pollaio": con i loro figli, domani mattina si recheranno di fronte all'ex provveditorato per chiedere spiegazioni sullo smembramento della C, accorpata alla A e alla B: 56 studenti distribuiti in sole due aule, 26 in una e 30 nell'altra. In ballo anche un esposto inviato al Provveditorato, al Di Savoia, al Ministero, ai vigili del fuoco e alla prefettura, con cui i genitori chiedono «che venga ricostituita la quarta C informatica anno 2017/2018». Ma la preside dell'istituto Anna Maria Giusti fa sapere di «non aver mai parlato di questo con nessun genitore. Inoltre classi di 26 alunni sono in regola». Insomma, la dirigente scolastica prende le distanze dalle proteste in atto. Tiziana Di Credico, madre di uno degli alunni, sottolinea il fatto che nella classe da 26 alunni c’è anche un disabile con il sostegno. «E in questo caso», dice la mamma, «secondo le norme in vigore, la classe non può superare le 20 unità. Nell'altra classe, quella della sezione B, ci sono invece 30 alunni, una vera e propria classe pollaio». A tutto ciò va aggiunto che l'indice di rischio sismico dell’istituto superiore Di Savoia è tra i peggiori in assoluto.
Edoardo Raimondi