«No ai lavori Sasi a Palena e Rosello»
Italia Nostra contraria alla captazione delle acque in due zone dell’entroterra
LANCIANO. «La Sasi deve fermarsi e ripensare le opere previste per la captazione idrica della falda basale del Monte Porrara, nel Comune di Palena, e della Sorgente Surienze, nel Comune di Rosello. Oggi in una realtà già sotto pressione per i cambiamenti climatici, captare pure 10 litri al secondo, come avviene al Surienze, ha ripercussioni negative sulla biodiversità locale, in particolare il gambero di fiume e la lontra e sulle riserve “Abetina di Rosello e Cascate del Rio Verde”».
È l’associazione Italia Nostra a tornare ad opporsi al progetto della Sasi “Opere di completamento del PS 29/276 – lavori di costruzione opere preliminari di captazione della falda basale di monte Porrara e sorgente Surienze” per l’impatto negativo che questo progetto avrebbe sui luoghi, protetti, e che già negli anni ’90 fu bloccato. «Il progetto in apparenza non dovrebbe portare alterazione del regime idrologico del fiume Verde, alle sue spettacolari cascate e danni significativi alle specie animali presenti», dice il presidente regionale Italia Nostra, Pierluigi Vinciguerra, «invece siccome oggi sono cambiati molti fattori, come l’acuirsi della crisi climatica, il piano avrebbe ricadute catastrofiche per le riserve naturali regionali. Il Rio Verde ha avuto episodi di secca estivi nel 2021 e nel 2022 e nel 2023 pure secche in autunno e inverno non può subire captazioni ulteriori». Per l’associazione anche se bisogna garantire la fornitura di acqua destinata al consumo umano, di certo non si deve pensare alla captazione attualmente in essere sulla sorgente Surienze. «Sarebbe opportuno prima rifare le reti idriche di tutti comuni interessati», riprende Vinciguerra, «che da sola consentire di eliminare il fabbisogno di nuove captazioni visto che si perde il 60% di acqua. La Sasi nel 2021 con l’intervento di riparazione di perdite a Vasto ha recuperato ben 50 l/sec, portata che è di 5 volte maggiore di quella erogata attualmente dalla captazione del Surienze. Poi si potrebbe pensare a fare captazioni di acque sorgentizie in località diverse come ad esempio dalla “Sorgente della rupe Campanile”, adottare reti duali, destinando al consumo umano quelle più pregiate sotto il profilo chimico-fisico, e distribuire con reti apposite acque di minor pregio all’irrigazione, all’industria e adottare tecniche di depurazione che consentano in riuso delle acque trattate per l’irrigazione». (t.d.r.)
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