«No ai profughi a Schiavi» Via alla raccolta di firme

23 Gennaio 2015

Mobilitati la popolazione dell’Alto Vastese e gli imprenditori “emigrati” a Roma «L’albergo per la loro accoglienza lo prendiamo noi per una residenza anziani»

SCHIAVI DI ABRUZZO. Sono più di cento le firme raccolte a Roma da un Comitato civico di cittadini che si oppone all’arrivo in paese di 70 profughi africani. Contestualmente, una cordata d’imprenditori intende presentare al proprietario della struttura destinata ad ospitare gli stranieri, la realizzazione di una residenza per anziani. «Non siamo razzisti, ma non possiamo accettare che l’identità del nostro paese venga stravolta», affermano gli industriali ribadendo il concetto espresso due giorni fa dall’ex consigliere regionale Paolo Palomba. Dal summit in un noto locale romano, i componenti il Comitato civico lanciano un chiaro messaggio: sono decisi a fermare il progetto. «In paese sono rimasti gli anziani e sono tutti spaventati e molto preoccupati per quello che presto potrebbe accadere», insiste Paolo Palomba. «Non li lasceremo soli», assicura. Il sindaco Luciano Piluso non ha partecipato al conviviale nella Capitale. Il primo cittadino, comunque, si è già espresso in favore dell'iniziativa. «Il Comune non può decidere al posto del proprietario della struttura di Colle Pizzuto. Se un privato vuole ospitare i profughi e dimostra di garantire la legalità e le norme igienico sanitarie il Comune non può fare nulla», afferma Piluso.

Gli ospiti, stando a indiscrezioni, dovrebbero arrivare nelle prossime settimane. A deciderlo pare sia stata la cooperativa sociale Matrix di Vasto. L’intero costo dell’accoglienza sarà affrontato dalla prefettura e il Comune non spenderebbe nulla. Il soggiorno dovrebbe durare sei mesi.

«Non va bene lo stesso. Settanta profughi è davvero troppo. Non si può stravolgere l’equilibrio di una comunità. Cambiare completamente il suo volto. Noi non ci stiamo e ci opporremo in tutti i modi», afferma Paolo Palomba. «Nè io nè la popolazione di Schiavi siamo razzisti, ma non accettiamo che venga cancellata l’identità di Schiavi. Non è possibile trasformare i piccoli comuni montani in rifugio per gli extracomunitari. I più anziani sono preoccupati e disorientati».

Il Comitato civico è pronto a manifestare a Colle Pizzuto e moltissimi concittadini della vallata del Trigno sono dalla loro parte. «Discutiamo e valutiamo attentamente la questione. Ogni scelta va presa solo dopo aver preso in considerazione le opinioni e le esigenze della popolazione locale. Non si possono mettere le famiglie davanti al fatto compiuto perché così ha deciso un privato», annota Paola Palomba. (p.c.)

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