No ai sussidi, operaio denuncia il Comune

13 Gennaio 2020

CUPELLO. Due anni fa si era legato davanti all’ufficio anagrafe del Comune e, indicando una bottiglia contenente benzina, aveva minacciato di darsi fuoco. Sabato Antonio Forgione, 52 anni operaio...

CUPELLO. Due anni fa si era legato davanti all’ufficio anagrafe del Comune e, indicando una bottiglia contenente benzina, aveva minacciato di darsi fuoco. Sabato Antonio Forgione, 52 anni operaio edile di Cupello, è tornato sulle barricate. Vuole un sussidio o un lavoro. Convinto che il Comune lo danneggi, ha raggiunto la caserma dei carabinieri e ha presentato una denuncia. «Non so più cosa fare per essere ascoltato», dice. «Da tempo sono senza utenze. Il Comune non riconosce il mio stato di bisogno. Ho saputo che, nel corso dell’ultima riunione, la commissione preposta all'individuazione delle situazioni più critiche ancora una volta ha deciso di darmi un contributo per il pagamento delle ultime bollette ma non il sussidio. Non mi viene riconosciuto lo stato di necessità». Forgione sostiene di vivere in uno stato di indigenza, si sente abbandonato e ritiene che il Comune gli neghi pretestuosamente l’eventuale erogazione di fondi di assistenza o un lavoro dignitoso. «Sono disperato», insiste il 52enne, «non so più come fare per andare avanti». Immediata la replica del sindaco, Graziana Di Florio. «Mi spiace per Forgione», spiega il sindaco, «il Comune sta facendo per lui tutto quello che è possibile fare. Esistono un regolamento e una commissione che si occupano di individuare i casi più bisognosi. Il sindaco non ha nessun potere decisionale sulla concessione dei sussidi. La commissione di esperti esamina oggettivamente le richieste di sussidio seguendo criteri supportati da una documentazione. Forgione ha avuto accesso più volte ai contributi. Non può dire di essere stato abbandonato. Il Comune di Cupello è tranquillo e pronto a dimostrare in ogni sede di avere fatto il possibile per dare una mano all’operaio». (p.c.)