«No alla pista ciclabile Lo chiedono 2mila firme»

20 Gennaio 2018

L’associazione Viale Cappuccini: qui niente progetti com’è successo in via del Mare «Le priorità sono i marciapiedi e una linea urbana diffusa in maniera capillare»

LANCIANO. Sì alla mobilità alternativa, a progetti che favoriscano la sostenibilità ambientale, a bambini che possano essere accompagnati a piedi a scuola, ma no alla pista ciclabile di viale Cappuccini e no al modello di pianificazione di un percorso ciclopedonale simile a quello utilizzato per via del Mare. L'associazione “Viale Cappuccini Lanciano” si presenta. La realizzazione di una pista ciclabile con percorso a senso unico su viale Cappuccini e a scendere su viale Martiri VI Ottobre è ancora soltanto un disegno su carta, ma gli animi sono già tutti in subbuglio. Sono oltre 2mila, e crescono sempre di più, le firme raccolte per scoraggiare l’amministrazione comunale alla creazione di una nuova pista ciclabile su una delle principali arterie cittadine di ingresso e uscita alla città, percorsa ogni giorno da decine di autobus scolastici e che ospita, nel raggio di poche decine di metri, 12 scuole e numerosi studi medici, tra cui un centro diagnostico, negozi, esercizi commerciali, centinaia di condomini, uffici.
«Siamo un’associazione apartitica», esordisce il presidente, Armando Palmieri, «tutti abbiamo altri lavori e non intendiamo certo sostituirci agli amministratori per la gestione della città. Ma abbiamo raccolto e stiamo raccogliendo centinaia di pareri negativi sul progetto e non solo dai residenti del quartiere, ma anche da chi non vive la realtà dei Cappuccini, da chi abita distante e da chi risiede in via del Mare». L’associazione non è necessariamente contro le piste ciclabili. «Ci teniamo a precisarlo», sottolinea ancora Palmieri, «tutti siamo favorevoli a una mobilità alternativa, ma i progetti devono essere calati nella realtà e bisogna ascoltare, così impongono le linee guida europee e ministeriali su questo genere di pianificazioni, tutte le parti interessate». Tra i componenti dell'associazione ci sono commercianti, come Franco Di BucChianico, gestore del Bar Micolucci, liberi professionisti, come Alessandro Falconio e ingegneri come Giacomo Bona. «Ciò che stiamo cercando di fare», interviene Bona, «è analizzare le priorità del quartiere che sono i marciapiedi e il favorire la fruibilità di una linea urbana capillare. Chiediamo inoltre studi particolareggiati sul traffico, sulla qualità dell’aria, sulla presenza di “piastre” commerciali. Questo quartiere ospita 8.500 residenti, è uno dei più popolosi, gli interventi vanno analizzati nel dettaglio». L’associazione si è anche confrontata con l’altro sodalizio del quartiere che smentisce di essersi dichiarato favorevole a una pista ciclabile. Obiettivo del neonato gruppo è il dialogo con le istituzioni. «Abbiamo incontrato alcuni amministratori», riferisce Di Bucchianico, «il progetto è su carta nel nuovo Piano generale del traffico urbano, ma siamo disponibili a incontri pubblici sul tema».
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