«No alle classi pollaio»

16 Settembre 2017

Itis, proteste per la C soppressa: troppi 56 studenti in due aule

CHIETI. I genitori degli studenti della ex sezione C Informatica dell’istituto superiore Luigi Di Savoia continuano a chiedere che venga ripristinata la sezione accorpata alla A e alla B: «Siamo contrari all’accorpamento», già ricordava giorni fa Bruno Barattelli a nome degli altri genitori «perché la classe è stata smembrata tra la A e la B, i ragazzi sono stati destabilizzati. Non hanno più i loro amici, né i loro professori. E poi le classi sono troppo numerose».
E così la battaglia non si arresta: in arrivo anche un esposto agli enti di riferimento mentre lunedì, alle 9, genitori e figli si recheranno di fronte all’ex provveditorato agli studi per chiedere spiegazioni.
Intanto giovedì scorso i genitori hanno raggiunto la sede della Provincia (e non solo), come racconta la madre di uno dei ragazzi, Tiziana Di Credico: «Abbiamo avuto un incontro con il dottor Carlo Pisu, neo dirigente dell'Ufficio scuola, al Provveditorato. Ci ha ricevuto dopo diverso tempo dicendoci che entro la prossima settimana ci avrebbe dato una risposta. Il nostro scopo è quello di far ricreare la sezione C Informatica».
E così prosegue: «Hanno fatto questo accorpamento, smistando gli alunni tra la A e la B. Nella prima ce ne sono 26, con anche un ragazzo disabile che ha bisogno del sostegno. E in questo caso, secondo le norme in vigore, la classe non potrebbe superare le 20 unità».
Poi ulteriori problemi, contando anche che - come ha già rivelato la campagna del Centro “Scuole Sicure” - l'indice di rischio sismico del Di Savoia è tra i peggiori in assoluto, pari a 0. Nell’altra classe - l’attuale sezione B - ci sono 30 alunni, non rispettando le diverse sentenze già formulate relative al divieto di formare “classi pollaio”.
Si tratta di garantire sicurezza: «Tra l’altro le vie di fuga non sono a norma», aggiunge Di Credico, «pretendiamo che la sezione C venga riformata, non abbiamo nessuna intenzione di fermarci: abbiamo preparato un esposto ad hoc che in giornata (ieri per chi legge, ndc) manderò tramite Pec a tutti gli enti di riferimento: alla prefettura, al provveditorato, alla Provincia, ai vigili del fuoco e all’istituto».
In programma altre iniziative: «Lunedì mattina, alle 9, ci troveremo - genitori e figli - di fronte agli uffici del Provveditorato per proseguire la protesta e chiedere spiegazioni. Entro la prossima settimana finiranno di fare le assegnazioni per comporre le classi: una volta terminate non potremo fare più niente», spiega la madre, che sbotta: «Se le istituzioni devono operare tagli sulla scuola, piuttosto li facessero a Roma e dentro le loro tasche. Non a discapito dei figli del popolo».
Non finisce qui: «Poiché le classi sono molto numerose, neppure i solai sono messi bene. Mio figlio mi ha già detto che basta sbattervi il piede sopra e trema tutto». Conclude Di Credico: «Trenta alunni in una classe, poi, non è una cosa possibile: come fa un professore a seguirli tutti? Le vie di fuga non esistono: devono garantire sicurezza per i nostri figli».
Così diceva, invece, sempre Barattelli: «La preside Anna Maria Giusti, ci ha detto che era favorevole al ripristino della sezione C, ma che all’inizio dell’anno scolastico non poteva muoversi a proprio piacimento».
L’attesa per lunedì, a questo punto, si è fatta intensa.
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