No dei giudici al cementificio «Il Comune fa demagogia»

VASTO. «Il Tar ha accolto il ricorso delle associazioni ambientaliste, annullando, di fatto, il parere favorevole relativo alla valutazione d’incidenza ambientale, emesso il 15 gennaio 2018, dagli...
VASTO. «Il Tar ha accolto il ricorso delle associazioni ambientaliste, annullando, di fatto, il parere favorevole relativo alla valutazione d’incidenza ambientale, emesso il 15 gennaio 2018, dagli uffici del Comune». Il direttivo di Oasi, l’associazione che raggruppa gli imprenditori della zona industriale di Punta Penna, commenta la sentenza dei giudici amministrativi pescaresi sul cementificio che la Escal di Manfredonia vuole realizzare nella fascia di protezione esterna della riserva di Punta Aderci. «Il Tar ha eccepito sull’operato dei competenti uffici comunali che dovevano, sulla base della normativa vigente, necessariamente, perfezionare il procedimento autorizzativo, acquisendo il parere del Comitato di gestione della Riserva», sottolinea il direttivo guidato da Pietro Marino, «un passaggio amministrativo dove non trova applicazione il termine dei 60 giorni dalla domanda, in cui si matura, in assenza di risposta, il “silenzio assenso”. Nella stessa sentenza il Tar ha ufficializzato il ruolo dell’associazione Oasi di Vasto che si era costituita ad opponendum nel ricorso amministrativo tra le parti».
I giudici amministrativi hanno infatti riconosciuto la legittimazione dell’associazione «quale ente esponenziale dell’interesse comune degli operatori economici insediati nella medesima area industriale».
Fin qui la sentenza del Tar di Pescara, ma il direttivo rilancia anche alcune riflessioni. «Sono risibili e solo demagogiche le giustificazioni addotte dall’amministrazione comunale di Vasto, che non si è costituita in giudizio, screditando la propria struttura amministrativa e il relativo operato dei suoi uffici», sottolinea l’associazione, «per quanto tempo ancora, su problematiche serie e concrete, che minano lo sviluppo e il consolidamento socioeconomico della città, si pensa possa pagare una politica ondivaga infarcita di demagogia?». (a.b.)
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