Noemi, il 25 luglio inizia la terapia Stamina

L’ordinanza del Tribunale dell’Aquila torna a dare speranza al futuro della piccola malata di Sma1
GUARDIAGRELE. Non hanno mai perso la speranza anche se per un anno si sono visti sbattere solo porte in faccia. Ora papà e mamma incassano la vittoria e regalano alla piccola Noemi una possibilità di salvezza. Infusioni dal 25 luglio agli Spedali Civili di Brescia per la bimba di due anni di Guardiagrele affetta da Sma1, diventata il simbolo della lotta per la cura. A stabilirlo un provvedimento emesso dal Tribunale dell’Aquila che per Noemi ha introdotto una novità. È stato infatti designato, con nome e cognome, il capo èquipe che dovrà eseguire il trattamento. Si tratta Erica Molino, biologa della Stamina Foundation di Vannoni. Il provvedimento autorizza Molino a nominare i membri della sua squadra di esperti, a dettare le tempistiche e le modalità di esecuzione del trattamento e a usare strutture e apparecchiature degli Spedali di Brescia. La notizia ha riempito di gioia e di ottimismo i genitori della piccola, Andrea e Tahreh Sciarretta. Due guerrieri che si sono battuti non solo a colpi di carta bollata. Il caso Noemi ha intenerito anche il cuore di papa Francesco che ha ricevuto al Vaticano la famiglia nel novembre scorso. Il penultimo atto, segnato dall’aggravamento della piccina, fu l’attacco di papà Andrea contro il ministro della salute Beatrice Lorenzin diffidato il 10 giugno scorso a «nominare una nuova Commissione scientifica sulla terapia staminale senza, stavolta, componenti in conflitto d’interessi con il metodo e la fondazione Stamina».
«L'ospedale di Brescia deve essere commissariato perché si è sempre infischiato di dare luogo a quanto stabilito dai giudici, in tal modo se ne infischia delle leggi e di conseguenza dello Stato che le promulga e che deve essere garante del diritto di pazienti che non hanno alternativa di poter coltivare una speranza». Il professor Davide Vannoni, laureato in Filosofia, inventore del metodo Stamina insieme al professor Andolina, commentando l'ordinanza del Tribunale dell'Aquila, spara a zero sulla struttura ospedaliera di Brescia, l'unica abilitata a effettuare le cure previste dal metodo Stamina. «Sono morte 18 persone in lista d'attesa, un'altra sta morendo, si sta uccidendo il diritto alle cure di malati che non hanno alternativa». Ora per Noemi si riaccende la speranza. (y.f.)
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