«Noi, ridotti a cittadini di serie Z»

Petizione con 163 firme al sindaco di Ortona, Vincenzo D’Ottavio, dei residenti di Villa Caldari
ORTONA. Senza pane, senza corrente elettrica, senza acqua. Durante la tormenta di neve delle scorse settimane, i cittadini hanno dovuto pagarsi le ruspe e i generatori di tasca propria. In estate, soprattutto, appena dopo cena, si spengono le luci nelle strade e dai rubinetti non esce più acqua. Chi non ha l’autoclave si arrangia e i lavori di casa si sbrigano alla luce fioca delle candele. Se qualcuno decide di fare una passeggiata in strada, rigorosamente al buio, deve fare attenzione alle buche e alle mattonelle di porfido che si staccano sul Corso principale, nei giorni passati ricoperto da un metro di neve. A Villa Caldari , frazione di 1500 anime in quel di Ortona, residenti e commercianti si sentono cittadini “serie Z”. Per tale ragione, sostenuti dall’avvocato Manuela Tavani e dalla commercialista Cristina Dragani, hanno messo nero su bianco 163 firme, corredate da una lunga sequela di «notevoli disagi e gravi danni che si sarebbero potuti evitare , se si fossero attivate tutte le procedure di emergenza» e hanno inviato la documentazione al sindaco di Ortona Vincenzo D’Ottavio e alla prefettura, con allegata la richiesta di accesso agli atti. I caldaresi chiedono di sapere «per quale motivo la frazione viene tenuta fuori da tutte le opere di manutenzione e di ammodernamento che invece hanno riguardato la città di Ortona e contrade circostanti». Le strade «sono impraticabili e pericolose, soprattutto nei pressi dell’incrocio tra via Dubbi e via Tratturello, piene di buche, senza cunette e marciapiedi, né rotatorie, oltre che sporche per la mancanza di interventi degli operatori ecologici». Il cimitero versa sempre «in condizioni disastrose, il muraglione di recinzione è in procinto di franare col rischio di esposizione delle sepolture che lo fiancheggiano; i vialetti sono accidentati, i gradini sconnessi e privi di corrimano, le radici alzano la pavimentazione, i rami degli alberi sono ad altezza d’uomo e la cappella inagibile».
Il parco giochi «inaugurato in pompa magna,è buio, ricoperto da una abbondante vegetazione, serpenti e fauna di ogni sorta». Nella recinzione della scuola primaria «c’è una cabina di metano, in barba a tutte le misure di sicurezza». Sul corso principale "le mattonelle che si staccano in continuazione mettono a rischio caduta adulti e bimbi e di notte non è illuminato». Al «limite delle sanzioni sanitarie» anche i bagni pubblici.(c.co)

