«Noi traditi da Pupillo dopo tanti cortei insieme»

Gli ambientalisti contro il sindaco che in linea con il Pd si è schierato per il Sì «Se ha vinto le elezioni è anche grazie alla sensibilità delle nostre associazioni»
LANCIANO. È stata l’unica città abruzzese sopra i 15mila abitanti a raggiungere l’obiettivo del quorum al referendum sulle trivellazioni ed è stata definita da più parti la “Capitale abruzzese delle lotte ambientali”. Ma oggi Lanciano, in vista del referendum sulla riforma costituzionale, è spaccata a metà. Da un lato il sindaco Mario Pupillo che, in linea con il suo partito, il Pd, si è palesemente schierato per il Sì. Dall’altro le associazioni ambientaliste che, dopo tante battaglie portate avanti insieme, fianco a fianco, oggi si sentono orfane, deluse, amareggiate.
«Il sindaco di una città importante come Lanciano che si è battuto contro la piattaforma petrolifera Ombrina Mare, l’inceneritore a due passi dall’oasi di Serranella, l’elettrodotto Villanova-Gissi e altre emergenze ambientali», interviene Alessandro Lanci, presidente di Nuovo Senso Civico, «sa benissimo che con questa riforma non avrà più nessuna voce in capitolo perché le decisioni in campo ambientale spetteranno esclusivamente al Governo: quello che ha fatto finora e che ancora sta facendo, in caso di vittoria del Sì, non potrà più farlo. Pupillo ha vinto anche grazie alle battaglie ambientali», continua Lanci, «deve tanto alla sensibilità ambientale delle associazioni e dei lancianesi e sa benissimo che la riforma non è modificabile, nè migliorabile. Siamo delusi».
«È inevitabile sorprendersi nel sentire persone che si sono schierate in modo molto esplicito accanto a numerose battaglie prendere posizione sul Sì», interviene Silvia Ferrante, attivista in diverse vertenze ambientali. «E soprattutto», continua Ferrante, «se lo fanno a nome di un intero comune. Dire no a queste modifiche costituzionali significa anche essere coerenti con le lotte che sono state fatte da cittadini, amministratori e sindaci in questi anni». «Ci sembra paradossale che proprio gli amministratori locali, che sono direttamente impoveriti della loro funzione dalla Riforma, siano tra i primi sostenitori della Renzi-Boschi», commenta il coordinamento per il No “Lanciano Decide”. «È accaduto a Lanciano pochi giorni fa, ma è una situazione che si ripete in molti comuni amministrati dal Pd. Dove sindaci, assessori e segretari vari, spesso anche con qualche imbarazzo, si ritrovano convinti esponenti del Sì. Non è questa la direzione che vogliamo prendere nel territorio: i 60mila manifestanti di Ombrina ne sono un esempio evidente. Vogliamo che a Lanciano, così come in tutto il resto del paese, la sovranità spetti al popolo, che deve essere l’unico a cui la politica deve rendere conto. È la Costituzione che si preoccupa di darci questo diritto e noi ci preoccuperemo di tutelarla dallo scempio che ne vogliono fare».
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