«Nomina di Di Pietro irregolare»

15 Aprile 2016

Febbo e Sospiri contro la Asl e il nuovo direttore amministrativo da cui dipenderà il mega ospedale

CHIETI. La nomina del nuovo direttore amministrativo della Asl andrebbe annullata, perché il nuovo direttore, Sabrina Di Pietro (foto), non avrebbe i requisiti necessari per ricoprire quel ruolo. È la richiesta dei consiglieri regionali di FI Mauro Febbo (foto) e Lorenzo Sospiri che dal calderone delle nomine che generano a loro dire perplessità pescano anche l’ultimo incarico, mai così importante come in questo momento, assegnato all’interno della Asl teatina. Perché l’incarico è così importante?

Non solo per il ruolo in sé, ma anche perché starà al nuovo direttore giocare tutta la partita della realizzazione del nuovo ospedale. Il 30 aprile scade il tempo che la Regione ha assegnato alla Asl per valutare il progetto di finanza e la valutazione spetta proprio al direttore amministrativo. Che, sempre a detta di Febbo e Sospiri, non avrebbe neanche i requisiti previsti da curriculum. Secondo la legge (art 3, comma 7, d.lgs. 502/1992), per ricoprire l’incarico bisogna essere laureati in discipline giuridiche o economiche, al di sotto dei 65 anni e aver svolto per almeno cinque anni una qualificata attività di direzione tecnica o amministrativa in enti o strutture sanitarie pubbliche o private di media o grande dimensione.

Laureata in giurisprudenza a Teramo, la Di Pietro ha diretto dal 1997 al 2002 l’ex Onpi di Caprara a Spoltore, una struttura definita “socio sanitaria per anziani autosufficienti e non”. Messo così, il requisito dei cinque anni alla guida di “enti o strutture sanitarie pubbliche o private” c’è tutto. Solo che Febbo e Sospiri ritengono che tale struttura non fosse in realtà un ente socio-sanitario accreditato, ma nulla più che una semplice casa di riposo.

A sostegno di questa tesi portano una sentenza del gip del tribunale dell’Aquila, in cui la struttura viene definita “a prevalente accoglienza alberghiera per anziani”, annotando “la non riconducibilità al concetto di struttura sanitaria della ex Onpi”. E dunque, cadrebbe in questo modo il requisito curriculare.

Febbo accusa di «superficialità e pressapochismo» l’operato della Asl, «che in prima istanza può essere stata tratta in errore dal curriculum “fuorviante” ma alla richiesta del sottoscritto di certificare e attestare il riconoscimento dei requisiti, sarebbe dovuto sorgere qualche dubbio». Febbo e Sospiri chiedono infine di annullare la nomina firmata dal direttore generale Asl Pasquale Flacco e di farlo prima che la Di Pietro percepisca il primo stipendio, altrimenti si potrebbe ipotizzare anche un danno erariale. (a.i.)