Non diffamò D’Alfonso: assolto

4 Febbraio 2024

All’origine della vicenda i commenti social di un 48enne di Atessa

LANCIANO . Non diffamò Luciano D’Alfonso quando questi nel 2015 era presidente della Regione. Michele Cinalli, 48 anni di Atessa, è stato assolto perché «il fatto non sussiste», quindi con formula piena, dalla Corte d’appello dell’Aquila dall’accusa di diffamazione in concorso a mezzo web di D’Alfonso. Concorso perché con Cinalli, a processo a Lanciano in primo grado, c’erano anche Dimitri Di Pasquale, 58 anni, di Perano, e una terza persona. I tre furono assolti ma per la tenuità del fatto, che non esclude la sussistenza del reato ma indica la non gravità dello stesso e non punibilità penale. Ma l’avvocato Tito Antonini, che rappresenta Cinalli e Di Pasquale, ha presentato ricorso in appello per avere l’assoluzione piena: l’ha ottenuta per Cinalli, mentre per il 58enne è stata confermata la sentenza di primo grado; il legale è pronto a fare ricorso in Cassazione. In base alle accuse i tre nel luglio 2015 avrebbero offeso la reputazione di D’Alfonso «in proprio e nella qualità di presidente della giunta della Regione» pubblicando su Facebook commenti fatti sulla base di alcune notizie stampa sul budget sanitario, in un periodo difficile per l’ospedale di Atessa. I primi due avrebbero riportato frasi di altre persone, mentre Cinalli aveva solo ricordato la prescrizione del reato di corruzione, di cui era accusato l’ex presidente. La giudice Maria Teresa Pesca assolse tutti e tre per tenuità del fatto. Ora in appello Cinalli ha avuto l’assoluzione piena che l’avvocato Antonini chiederà anche per Di Pasquale in Cassazione. (t.d.r.)
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