«Non dimenticate Benito»

Sabato la fiaccolata a sei mesi dalla sparizione dell’83enne davanti casa
GUARDIAGRELE. Non è tornato - ammesso (giusto per fare un’ipotesi assurda) che si sia allontanato di sua volontà - non ha chiamato, le ricerche non hanno dato alcun esito, non ci sono tracce. La risposta ai soli “non” che continuano a caratterizzare la scomparsa di Benito Della Penna, 83 anni, dallo scorso 15 marzo, questa volta ha una testa e una coda: la fiaccolata che l’associazione Penelope Abruzzo onlus organizza per sabato, a Guardiagrele, per non dimenticare quell’anziano sparito nel nulla mentre passeggiava davanti alla sua abitazione, in contrada Piana San Bartolomeo. L’appuntamento è per le 19,30 a Porta San Giovanni, con il corteo che percorrerà le strade principali della cittadina per concludersi in piazza San Francesco, davanti al municipio.
Di Della Penna non si hanno più notizie dallo scorso 15 marzo, tra le 17 e le 17,30. Era uscito per fare due passi, come d’abitudine, visto che doveva camminare per un problema a una gamba alla quale era stato operato. Indossava un giubbotto blu leggero, jeans, cappello classico, scarpe di pelle, occhiali da vista e portava l’immancabile stampella azzurra. Ha detto alla moglie Maria Domenica, anche lei 83enne, di affacciarsi in campagna per andare incontro al genero Raffaele. Da quel momento nessuno l’ha più visto.
«Ricordiamo», spiega Annalisa Loconsole, presidente della Penelope Abruzzo onlus, «che le ricerche si sono concluse lo scorso 28 marzo e che gli appelli della nostra associazione e della famiglia affinché venissero riprese, sono scivolate nell’indifferenza istituzionale». «Il senso della manifestazione», spiegano i familiari di Benito, «è sia per non dimenticare il nostro congiunto e sia per far riprendere le ricerche. Nessuno di noi dimenticherà più quel mercoledì sera di sei mesi fa. In tutto questo tempo abbiamo vissuto male e continuiamo a vivere male. Non riusciamo a capire questa cosa. E continuare a non sapere fa male davvero». La stessa moglie dello scomparso, tutte le sere, prima di coricarsi, guarda la foto del marito ed esclama: “Benito, dove sei?».
Nei mesi scorsi la famiglia Della Penna aveva chiesto nuovi sopralluoghi nella zona di Piana San Bartolomeo con l’utilizzo di cani da cadavere e l’accesso al fascicolo amministrativo aperto dalla prefettura di Chieti sulle ricerche fin qui condotte affinché si potesse valutare per filo e per segno quanto è stato fatto finora sul caso in questione.
L’associazione Penelope Abruzzo si sera fatta parte attiva nella vicenda. Il sodalizio che, proprio sul caso degli scomparsi agisce per sostenere chi vive il dramma di vicende del genere, mantiene rapporti diretti con l’ufficio del commissario straordinario di Governo per le persone scomparse e con questo lavora in sinergia per proporre eventuali soluzioni e misure in grado di rendere più efficaci gli interventi nel settore delle scomparse e delle ricerche.
Durante le ricerche, i cani cosiddetti “molecolari” che perlustrarono il tratto di strada frequentato da Benito nelle sue passeggiate dopo aver annusato un suo capo di abbigliamento, non sono mai andati oltre il bivio di Piana San Bartolomeo: segno che almeno le tracce olfattive si erano fermare in quella zona. (r.o.)
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