«Non fu omicidio colposo» Assolto medico del San Pio

16 Settembre 2016

VAST. Il soccorso fu adeguato e la valutazione della sintomatologia corretta. Un’azione chirurgica tempestiva forse avrebbe impedito l’insorgenza di complicanze che si sono rivelate fatali, ma il...

VAST. Il soccorso fu adeguato e la valutazione della sintomatologia corretta. Un’azione chirurgica tempestiva forse avrebbe impedito l’insorgenza di complicanze che si sono rivelate fatali, ma il medico del Pronto soccorso ha fatto tutto quello che poteva. Il giudice monocratico del Tribunale di Vasto, Italo Radoccia, ha e assolto con la formula “il fatto non sussiste” dall’accusa di omicidio colposo il medico Ugo Aloè. La sentenza è arrivata al termine di una lunga istruttoria nel corso della quale sono state affidate due perizie. La vicenda risale al 2011. A distanza di qualche ora dall’ingresso in ospedale un paziente rimasto gravemente ferito in un incidente stradale morì. Un decesso che per i familiari della vittima era riconducibile al comportamento degli operatori sanitari, i quali avevano omesso di valutare con tempestività e con la dovuta diligenza le condizioni del malato. «In realtà Aloè fece la giusta diagnosi e chiese anche l’intervento chirurgico ma non avrebbe potuto sottoporre da solo il ricoverato all’intervento», dice l’avvocato Antonello Cerella difensore di Aloè con Giovanni Cerella. A trascinare in giudizio la Asl, che da subito aveva escluso qualsiasi responsabilità a carico dei medici del presidio sono stati i familiari della vittima. L’uomo a seguito di un incidente stradale era stato accompagnato al Pronto soccorso del San Pio con un politrauma. Sottoposto ad una serie di esami (lastra, consulenza chirurgica, Tac addome) avrebbe dovuto subire un intervento urgente al torace. Intervento che il medico Ugo Aloè richiese. (p.c.)

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