«Non ho il potere di far dimettere il Cda»

5 Maggio 2017

Per il decano Vacca decisioni di questo tipo vanno prese solo dal futuro successore di Di Ilio

CHIETI. Il decano Michele Vacca non ha intenzione di far «dimettere il Cda». Si limiterà soltanto a «manifestare ai consiglieri del Cda dell’ateneo, una volta nominato il nuovo rettore, l’opportunità di rimettere nelle sue mani il mandato conferito dal precedente rettore, che, seppur di durata quadriennale è comunque da considerarsi di stretta natura fiduciaria. A tanto si perviene leggendo l’art. 17 comma 2 lett. g dello Statuto secondo cui il rettore “nomina i componenti interni ed esterni del Consiglio d’amministrazione ... scegliendoli all’interno della rosa di candidati individuata dal Senato accademico». E dunque nessun intento di spoil system, ma solo quello di «rappresentare ai componenti del Cda la mera opportunità di presentare le proprie dimissioni alla carica rimettendo il mandato nelle mani del nuovo rettore al fine di consentirgli proprio quella “scelta” prevista dallo Statuto».È questo lo scenario in cui il professor Vacca ha pronunciato un’altra frase sulla quale vuole fare alcune precisazioni. La frase in questione è: «Spiegherò ai consiglieri come si campa nell’ateneo». La frase, dice Vacca, si spiega «nel senso che, seppur non obbligatorio, appare opportuno (stante la cessazione del mandato per dimissioni del primo rettore eletto dopo la riforma Gelmini) ottenere - attraverso la restituzione del mandato - nuova fiducia dal nuovo rettore. Ma senz’altro (e ciò deve essere chiaro) non è stata né sarà mia intenzione indurre il Cda a dimettersi (non avendone poteri né, ripeto, intenzione)». Il decano spiega anche che, se così fosse stato avrebbe agito sin dal momento del suo insediamento come facente funzioni del rettore per far dimettere i consiglieri, cosa che non ha fatto. L’affermazione del decano in relazione ai membri del Consiglio d’amministrazione è venuta fuori a corredo del primo incontro tra i sei candidati rettore che si è svolto martedì scorso a Pescara. Nel corso di quell’incontro la professoressa Augusta Consorti, direttrice del dipartimento di Economia aziendale, ha chiesto ai candidati rettore cosa intendessero fare riguardo agli attuali consiglieri d’amministrazione.
«Dal momento che due soli candidati hanno manifestato perplessità in ordine all’obbligo degli attuali consiglieri di rassegnare le proprie dimissioni dalla loro carica, a fronte di posizioni più decise degli altri quattro mi è parso opportuno intervenire e riferire che, non appena diventato decano facente funzioni di rettore, diversi docenti dell’ateneo, titolari di deleghe conferite dall’allora rettore in forza di un vincolo fiduciario che li legavano a lui, avevano nelle settimane passate immediatamente rimesso tali deleghe a mie mani. Sebbene tale modus operandi risponda a consolidata prassi accademica, ho ritenuto di non aderire alla volontà di rimessione delle deleghe». (a.i.)