«Non mi dimetto ma adesso aumento le tasse a tutti»

CHIETI. «Non mi dimetto». Chi si aspettava la resa del sindaco Umberto Di Primio, resterà deluso. La vendita della farmacia non passa, ma lui non molla. In aula il consigliere Enrico Raimondi gli...
CHIETI. «Non mi dimetto». Chi si aspettava la resa del sindaco Umberto Di Primio, resterà deluso. La vendita della farmacia non passa, ma lui non molla. In aula il consigliere Enrico Raimondi gli ricorda gli annunci di dimissioni, ma lui replica dicendo di non averli fatti «mai in maniera ufficiale». I 15 consiglieri fanno quadrato attorno a lui e gli chiedono di restare. E lui accetta. Perché, dice, «non abbandono la nave come Schettino». Ma annuncia «aumenti delle tasse, tagli al sociale e anche alle spese delle società partecipate». A iniziare da Chieti Solidale.
«Pur di abbattere il centrodestra, l’opposizione, con i quattro “ribelli”, ha messo a repentaglio la tenuta dei conti del Comune: ciò vorrà dire maggiori sacrifici per i cittadini», dicono i 15 consiglieri di maggioranza dopo il consiglio. Tale atteggiamento è inaccettabile e determinerà conseguenze sulle scelte politiche alle imminenti elezioni regionali in considerazione del fatto che due dei quattro consiglieri eletti nel centrodestra si richiamano all’Udc».
Il sindaco ora dovrà in qualche modo rimediare sia a livello economico-finanziario che politico. Cercherà di fare di tutto per non andare in disequilibrio e tenterà di ricucire con i consiglieri che si sono allontanati dalla maggioranza, ora definiti «traditori e irresponsabili». Definizione che, però, è rivolta solo ai quattro che hanno votato no. E dunque già si capisce che Diego Costantini sarà interlocutore privilegiato per provare a ricostruire una maggioranza. E poi c’è l’Udc di Andrea Buracchio con cui, comunque, nel bene e nel male Di Primio dovrà fare i conti. (a.i.)

